Curiosa scoperta segnalatami dal collega (e grande amico!) Leonardo Firmino, riguardante curiosi problemi di ottimizzazione per il sito ufficiale del W3C.

Il W3C (World Wide Web Consortium) è un associazione fondata nel 1994 dal padre del Web Tim Berners Lee, con lo scopo di migliorare gli esistenti protocolli e linguaggi per il World Wide Web e di aiutare il web a sviluppare tutte le sue potenzialità.
Il W3C, tra le sue attività, si occupa di stabilire standard di riferimento per Internet. Questo consorzio, in altri termini, studia i sistemi ed i linguaggi per la trasmissione di dati attraverso la Rete e ne ufficializza l’utilizzo attraverso raccomandazioni definitive. Al W3C si devono gli standard di HTML, XML, SMIL, CSS e altri ancora. Attualmente il W3C conta quasi 500 organizzazioni con presenza in tutto il mondo che hanno riconosciuto la sua funzione ufficiale e desiderano contribuire alla crescita del web.
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Il W3C consente a qualsiasi utente la possibilità di certificare ufficialmente il proprio sito sulla conformità tecnica agli standard che promuove.
In tal modo si garantisce la massima accessibilità da parte di tutti gli utenti, indipendentemente dalla condizione fisica, lingua nativa, cultura, dislocazione geografica, hardware, software e dispositivo utilizzato. La certificazione è anche indice di elevata qualità tecnica, di impegno e cura posti nella realizzazione del sito.
Chiunque di noi può andare sul sito del “validatore” del W3C (validator.w3.org) e, inserendo l’URL (indirizzo) di una qualsiasi pagina internet, può controllare se la pagina è conforme agli standard per quanto riguarda l’HTML (o l’XML) ed i CSS. Un software eseguirà il controllo sulla pagina web e se viene mostrato un messaggio simile al seguente: “This page is not Valid“, allora la pagina non è conforme agli standard: in tal caso verranno mostrati anche il numero e il tipo di errore. Diversamente se la pagina è priva di errori, e quindi certificata, apparirà un messaggio di questo tipo: “This Page Is Valid …”.

Bene ora veniamo alla scoperta: provate voi stessi ad andare sul sito del validatore per verificare se il sito ufficiale del W3C (www.w3.org) sia effettivamente “a norma”.
Il sito supera brillantemente la validazione del “markup” (il linguaggio di programmazione, l’html) mentre la validazione del CSS non solo non viene superata ma il software di controllo individua ben 30 errori e 428 Warnings (punti di criticità).

Che dire se non che siamo di fronte ad un’altro esempio del “chi predica bene razzola male”. Di certo non può dirsi una cosa grave: il sito funziona normalmente ed è indicizzato dai motori di ricerca. Certo che dall’organismo che si occupa di giudicare proprio gli standard dei siti internet, era difficile immaginare questa disattenzione.
E meno male che il motto del W3C è “Guidare il World Wide Web fino al massimo del suo potenziale”… Forse sarebbe il caso che prima guidassero il proprio sito!