Da qualche tempo non si parla d’altro…i dialetti sembrano essere sulla bocca di tutti: dialetto a scuola, dialetto a Sanremo, dialetti protetti. Tralasciando le continue (e quantomeno inopportune!) provocazioni leghiste, ritengo che la lingua dialettale continui a rappresentare una delle principali risposte “local” alla globalizzazione e alla dispersione dei costumi dovuta, solo in parte, all’ immigrazione.

In questi giorni ho letto di un’interessante iniziativa della regione Liguria che ha deciso di utilizzare Skype, popolare servizio di messaggistica istantanea e Voip, per far parlare gratis tra di loro le associazioni di Liguri sparsi per il mondo. In questa commistione di tradizione e tecnologia è davvero curioso che il kit spedito dalla Regione alle varie associazioni e comprendente webcam, cuffie, penne Usb e telefoni cordless, abbia la guida d’uso e le video istruzioni in genovese…naturlamente con “Ma se ghe pensu” in sottofondo.
Fa riflettere quindi l’utilizzo da parte di un organo ufficiale della pubblica amministrazione
di una piattaforma come Skype. Che le PA si stiano accorgendo delle infinite potenzialità del WEB…?