5614813544_b480316fcd_bSiamo così presi (il sottoscritto in primis, sia chiaro!) dal cercare di profilare correttamente la nostra audience, dal fornire alle giuste persone i giusti contenuti, dal creare esperienze e storie coinvolgenti per gli opinion leader dei settori in cui operiamo, dal fare in modo che i nostri siti siano perfettamente fruibili anche da smartphone, dall’ottimizzare funnel d’acquisto e conversion rate, dal far emergere i ritorni sull’investimento rispetto alle iniziative che proponiamo… che talvolta finiamo per dimenticarci qualcosa.

Qualcosa di molto importante, che spesso ci sfugge dell’internet (e della mente umana).

Una mail di Laura, un’amica, me l’ha fatto tornare in mente, e mi sembra giusto condividerlo con voi.

 

Circa dieci giorni fa la mamma del mio ragazzo ha annunciato che l’anno prossimo si sposa e mi ha chiesto di accompagnarla a provare l’abito, che ha già scelto.

Ha raccontato che per la cerimonia in comune voleva qualcosa di sobrio, adatto alla sua età e per informarsi ha deciso di fare una ricerca su Google

Ha digitato “sartoria abiti da sposa” e su oltre 406.000 risultati il primo è stato questo sito: www.linasartoria.it/lina_sartoria.htm.

Apre il sito e ci naviga: è vecchio e indiscutibilmente brutto; poche foto e non attuali; molti collegamenti non funzionano (prova a cliccare su ‘home’ per esempio); la sartoria, anche se dalla serp sembra essere a Milano, si trova in realtà in provincia di Teramo. Insomma, un disastro in tutti i sensi.

Ora, sai spiegarmi perché il 17 gennaio ho un appuntamento in Abruzzo?

Cosa ha fatto in modo che tutte le sartorie e atelier di Milano fossero irrimediabilmente esclusi?

Perché una persona sana di mente dovrebbe innamorarsi di un negozio del genere?

Cosa mi è sfuggito dell’internet (o della mente umana)?

Lei dice che è stato amore a prima vista, ma nessuno crede a queste cose.

O sì?

 

Beh, credo che in questa mail di Laura, e nella curiosa storia della sua futura suocera e della scelta del suo abito di nozze, ci siano da cogliere una serie di spunti importanti:

 

  • tra tutte le variabili con cui ha a che fare un marketer durante la propria “missione”, dedicata a facilitare il contatto tra persone ed aziende facendo coincidere i bisogni delle prime con gli obiettivi delle seconde, ce n’è una che è realmente impossibile da decifrare: l’imprevedibilità dell’essere umano.E l’agire secondo “algoritmi” soggettivi che vanno al di là della logica comune e di ciò che può essere reputato convenzionalmente come razionale rappresenta probabilmente la nostra ancora di salvezza nei confronti di un futuro (io parlo essenzialmente di marketing e comunicazione) che appare sempre più omologato ed, in un certo senso, facilmente prevedibile.

 

  • il (web) marketing non è, e non sarà mai una scienza esatta. Possiamo profilare in maniera perfetta, raccogliere tutti i dati possibili ed immaginabili sulla nostra audience, analizzare matematicamente ogni singolo passaggio del percorso di acquisto di ogni singolo utente, focalizzandoci su una marea di dettagli, eppure non avremmo mai e poi mai l’assoluta certezza scientifica di aver decifrato in toto il rapporto causa/effetto che guida una persona tra i vari passaggi di un percorso di acquisto.Chi ha più paura di remarketing e retargeting (così, per dire!) se poi a decidere uno degli acquisti più importanti della vita di una persona contribuisce un sitarello vecchitotto che infrange quasi tutte le regole comuni della SEO, del design, della user experience e che non ha la benché minima traccia social sulle sue sgangherate pagine?

 

  • il marketer del futuro presente? Ragioniere, camaleonte e sognatore. Chi pensa di poter fare a meno di calcoli, numeri, statistiche e fogli excel per fare questo mestiere si sbaglia: la marea di dati (facilmente) reperibili ed utilizzabili online ci impone di essere dei chirurghi quando si parla di profilazioni, tassi di conversione ed ottimizzazione per la fruizione dei contenuti. Allo stesso modo, si sbaglia chi pensa che la risposta stia sempre e comunque nei numeri perché la componente emotiva ed irrazionale è pronta a rimescolare le carte in tavola in modi del tutto inaspettati ed imprevedibili.
    Vinceranno i ragionieri camaleonti perché saranno capaci di comprendere il passato attraverso i numeri e consapevoli di doversi adattare, anche in maniera repentina, ad un presente che può essere messo in discussione in qualsiasi momento dall’imprevedibilità umana. Vinceranno i ragionieri sognatori perché saranno capaci di anticipare gli scherzi del futuro, facendosi ispirare da ciò che ancora non c’è, protesi verso qualcosa che razionalmente non può ancora essere né visto né spiegato.

 

Chiudo (articolo e anno) citando Mafe De Baggis, ispiratrice quotidiana della mia componente sognatrice, che commenta Interstellar (che c’entra Interstellar?!? Starete pensando, soprattutto se non avete visto il film. C’entra, c’entra, ve lo dico io)…

Explorers, pioneers, not caretakers”: la contabilità non salverà il mondo perché i dati che ci servono spesso sono ancora sconosciuti.

Buon 2015 a tutti voi. Ragionieri, camaleonti e sognatori.

 

UPDATE DEL 23/01:

Imprevedibilità? Ok. Ma anche…. curiosità. Quella sempre.

Ieri ho ricevuto una seconda email di Laura che mi racconta com’è andata a finire la storia (ricordate, il 17 gennaio andava in scena il fatidico appuntamento)…

 

Tra pizzi, merletti e olive all’ascolana ho avuto modo di fare due chiacchiere con la sarta, la figlia della signora Lina (sì perché nel frattempo il negozio ha cambiato nome e gestione).

Mi ha spiegato che suo fratello è un web designer e ha creato lui il sito nel 2002 con tutti i crismi del seo e della ux. E non l’ha mai più aggiornato. Ai tempi funzionava bene ed è possibile che stia ancora raccogliendo gli ultimi frutti di un buon lavoro, non credi? (lezione: meglio perdere qualche ora in più nella progettazione che mettere on line in fretta e furia una creatura zoppa).

Lei sa bene che ci vuole qualche modifica e questo incontro fortunato potrebbe essere stato la spinta che serviva. Forse gli introiti dell’abito della ‘signora di Milano’ saranno utilizzati per un aggiornamento del layout: “i contenuti non li cambio però, a quelli ci tengo, li ho scritti con il cuore” ha detto… E questa volta ci ho creduto.

ps: le aspettative della sposa non sono state deluse, anzi, ha amato così tanto abito e sarta da invitarla al matrimonio… è un caso grave, lei.

 

Fonte immagine in alto: https://www.flickr.com/photos/ksayer/5614813544/, immagine non modificata, distribuita con licenza cc by-sa 2.0