chi-forma-il-formatore

In un settore in continua e nevrotica evoluzione come quello della Comunicazione Digitale, un settore diventato piuttosto appetibile poiché sembra reggere l’urto della difficile situazione economica globale molto meglio di altri, un settore che, di conseguenza, pullula da un lato di domanda di lavoro, e dall’altro di offerta di… formazione, non è facile districarsi proprio per chi sente l’esigenza di formarsi.

Dal momento che dedico costantemente una parte della mia attività proprio alla formazione, ammetto che l’argomento mi interessa molto da vicino.

Come scegliere il giusto corso di formazione in questa giungla di proposte? Come valutare la serietà e la qualità dei docenti di ciascun corso? 

Insomma, per farla breve… Chi ha formato i formatori?

Credo che sia legittimo chiederselo, proprio come ha fatto Mario a proposito del sottoscritto e di Rocco Rossitto, protagonisti insieme ad altri colleghi del progetto formativo DieciCose, format itinerante, ideato proprio da Rocco e da Add Design.

Quando leggo di “Consulenti”, gradirei sapere questo ruolo che ognuno si ricava a proprio piacere, da cosa si ricava, qual’è il livello formativo sulla base del quale ci si qualifica in tal modo. Una volta, ad un personaggio che si qualificava come “consulente immobiliare”, dissi che consulente immobiliare al massimo poteva essere il titolo di una rivista. Noto in giro un pullulare di corsi, incontri, ma trovo molti autodidatti che vanno a diritto nelle loro teorie, non giustificate spesso da alcuna base scientifica. Allora gradirei che tutti coloro che si proclamano consulenti chiarissero se hanno fatto corsi universitari, master o altro che li abiliti a certi ruoli, e solo dopo potremo aprire una seria discussione, approfondita ed utile.Altrimenti, è solo un business.

E credo anche che la risposta data da Rocco al commento di Mario faccia emergere diversi spunti importanti sulla questione (che mi permetto di evidenziare in neretto)…

Ciao Mario, ti do del tu, spero non ti incazzerai.
Sai, quel che dici è vero. Chi siamo noi per definirci consulenti? La tua domanda è legittima e soprattutto legittimo è lo scetticismo nei confronti del “pullulare di corsi” come dici tu.
Ora ti faccio una domanda. Secondo te cambia qualcosa se io scrivo che ho una Laurea in lettere moderne con 110 e lode sul giornalismo d’inchiesta o che Paolo ha una Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione con una tesi su: Foursquare e Geolocalizzazione nel Social Web con voto 110 e Lode?
Probabilmente sì, per te è importante conoscere i nostri titoli di studio ed è un errore nostro non aver indicato questi aspetti.
Noi però non la pensiamo così e ti spiego perché: non sarà mai un pezzo di carta a far capire il valore del nostro lavoro, non sarà un titolo, un’iscrizione ad un albo, un certificato di competenza.
Di contro non chiediamo di partecipare ai nostri incontri sulla fiducia. Chiediamo di fare un minimo di ricerca, di seguirci sui nostri blog, di seguire quel che facciamo e raccontiamo in rete.
Si chiama reputazione on line.
Per esempio. Se tu seguissi Paolo su Twitter scopriresti che ieri e l’altro ieri è stato invitato da Vodafone Italia a parlare anche degli argomenti che tratta nei nostri incontri. Scopriresti che una grande multinazionale ha voluto ascoltare quel che aveva da dire.
Basta? No, non basta certo. Potresti scoprire ad esempio che Paolo ha uno dei blog più seguiti in Italia nel settore, che viene citato da altri colleghi, che fa corsi in giro per l’Italia (non solo con noi quindi) e soprattutto che lavora, lavora tanto.
Ecco, non metteremo mai la lista dei titoli che abbiamo o dei lavori che facciamo. Invitiamo implicitamente chi vuole partecipare ai nostri incontri a fare una ricerca per sapere chi andare ad ascoltare per farsi una idea, per capire se le persone che andranno ad ascoltare sono teorici o sono persone che ogni giorno mettono le mani nella marmellata, sbagliando anche, ci mancherebbe.
Perché quel di cui parliamo noi non è una scienza esatta. Per quella, per le formule magiche su come avere più follower o su come scrivere il post perfetto, su come avere più clienti, su come portare più traffico, per tutto questo ci sono tanti corsi in giro, come dici tu, c’è tanto “pullulare”.
Ma c’è anche tanta roba valida, validissima che noi prendiamo pure a modello. Ecco, ti do una non-notizia: il nostro mondo è come tutti gli altri mondi professionali. Ci sono cialtroni e ci sono professionisti, ci sono mediocri e ci sono quelli bravi.
Ci piace essere giudicati per quel che facciamo, non per i titoli che abbiamo.
Quindi noi ci “definiamo” consulenti perché con le aziende (piccolissime, piccole, medie, grandi e grandissime) lavoriamo, ogni giorno da svariati anni. Tra i nostri relatori ci sono professionisti affermati e stimati nel settore che spesso appaiono poco o di contro hanno molta visibilità, ti basta fare una ricerca.
Ecco questo portiamo nei nostri incontri: la nostra esperienza, il nostro sguardo “su come va il web oggi” e fino ad oggi questo è stato molto apprezzato.

Mi piacerebbe che questo post aprisse una discussione costruttiva sull’argomento e per questo vi invito tutti a dire la vostra nei commenti. D’altronde non è forse il confronto uno dei pilastri della nostra formazione?

p.s. nella prossima tappa di DieciCoseil 25 settembre a Milano Rocco ed io vi porteremo alla scoperta di Facebook Ads e del Social Media ROI. Vi aspettiamo.

fonte immagine in alto: http://www.flickr.com/photos/davidmasters/2564786205/