google-facebook-winCirca un anno fa scrissi un post ispirato da alcune esperienze dirette professionali che mi portavano ad evidenziare che un’efficace attività aziendale su Facebook potesse portare ad un aumento del numero delle conversioni solitamente classificate come provenienti da Google (sia da search sia da Adwords).

Da qualche tempo lavoro su un progetto di lead generation che io stesso ho strutturato in termini di obiettivi strategici, canali e comunicazione: marchio nuovo, servizio/prodotto nuovo, presenza spinta su Google (con investimento in Adwords) e nuova community del servizio/prodotto con possibilità di conversione diretta anche su Facebook (con investimento in Facebook Ads). Senza scendere nei dettagli del progetto, ho notato che da quando la community di Facebook ha cominciato a funzionare in termini di risposta agli stimoli contenutistici proposti si è registrato un aumento anomalo e piuttosto consistente di conversioni da Google (sia da organico, sia da annunci sponsorizzati). L’incremento è nero su bianco, la sua causa (purtroppo) no.

tratto da: Facebook può aumentare le conversioni provenienti da Google?

Mese dopo mese, ho continuato ad indagare la situazione, tracciando le conversioni attraverso Google Analytics e correlando con attenzione il livello di quelle provenienti da Google rispetto all’attività su Facebook (e sugli altri social network).

Dal punto di vista teorico, ho cercato di spiegare nella maniera più semplice possibile ciò che avviene con uno schema che spesso utilizzo nei miei corsi di formazione e che propongo di seguito:

facebook-converte-su-google

Negli ultimi tempi poi le mie intuizioni (a quanto pare corrette) sono state suffragate da due ricerche molto interessanti che ci forniscono anche un po’ di numeri specifici sulla questione.

La prima, di Kenshoo,dimostra una forte correlazione tra l’investimento in campagne di Facebook Advertising e ritorni sull’investimento in campagne di Paid Search con Google Adwords: ad un utilizzo simultaneo dei due strumenti corrisponderebbe un ritorno sull’investimento pubblicitario maggiore addirittura del 30%, un valore medio dell’ordine maggiore del 24% con un costo di acquisizione del cliente minore del 4,5% rispetto alle medesime campagne di Paid Search attivate senza il sostegno di Facebook.

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La seconda, di Marin Software, dimostra che un approccio multicanale all’utente (in questo caso sul doppio canale Facebook – Google) genera benefici evidenti sia sul tasso di conversione sia sul valore medio di ogni conversione.

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Ma quali conclusioni possiamo trarre per le vostre aziende da queste ricerche (che vi consiglio di scaricare e di leggere con attenzione)?

Provo a sintetizzare.

Gli strumenti del marketing digitale funzionano al massimo delle loro possibilità se integrati adeguatamente tra loro. Non ha più senso (ma l’ha mai forse avuto?!?) porsi domande del tipo: “converte più un’attività di social media marketing o di SEO?” oppure “converte più la newsletter o Adwords?” e così via… Smettete di farlo e rimboccatevi le maniche per capire come integrarli al meglio.

Cercare all’esterno o create all’interno delle vostre aziende team competenti in ogni area della comunicazione (digitale). Se si tratta di diversi team è importante che vengano coordinati ed indirizzati ad obiettivi comuni e che si “parlino” costantemente tra loro. Altrimenti i risultati, se ci saranno, saranno comunque frammentati e poco comprensibili.

E’ importante che l’identità aziendale sia facilmente riconoscibile su tutti i canali di comunicazione. Se non volete favorire i vostri competitor, attenzione quindi a nomi, marchi, url e a tutta l’immagine coordinata multicanale. Sembra banale, ma vi assicuro che non lo è.

Riservate una parte del budget per l’advertising. Il tempo delle favole è finito. Sia che si parli di search sia di social advertising è importante che siate consapevoli prima di tutto di quanto conti investire in pubblicità online. Nell’insieme delle attività di comunicazione integrate, con l’evolversi del remarketing/retargeting anche multi piattaforma, e con la giusta importanza accordata finalmente alla produzione del contenuto è determinante intensificare (in maniera non invadente!) i punti di contatto con gli utenti anche per la distribuzione di quei contenuti di valore portatori dell’identità aziendale (sulla content strategy qui trovate una montagna di risorse imperdibili: http://www.jonathoncolman.org/2013/02/04/content-strategy-resources/). E attenzione perché una delle cose più sottovalutate della pubblicità online è la marea di dati che ci permette di raccogliere sulla nostra audience (in questo senso occhio agli Audience Insights lanciati da Facebook, strumento di cui sentiremo parlare moltissimo, a mio parere!)