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Molti colleghi, italiani e non, indicano Google Plus come il social network del 2014 ed alcuni dati apparsi nella blogosfera sembrerebbero poter confermare questa tendenza.

Personalmente utilizzo la piattaforma (e consiglio di utilizzarla) per la distribuzione dei contenuti, soprattutto per le più o meno presunte potenzialità non solo lato SEO (stiamo parlando di una piattaforma estremamente integrata col motore di ricerca e le altre applicazioni di Google, vedi YouTube, mappe e recensioni!) e per la presenza finalmente accettabile quantitativamente e qualitativamente di alcune nicchie di utenti.

Il mio punto di riferimento in Italia è da sempre Michaela Matichecchia, con cui mi confronto spesso sull’argomento. Oggi, nella sue seconda incursione su questo blog (nel primo articolo di oltre un anno fa ci aveva presentato la case history di agriturismo.com su G+), Michaela ha deciso di prendere spunto proprio da un’illustre pagina di Google Plus con qualche evidente problema, per costruire punto per punto un’ipotetica strategia concreta di rilancio.

Vi consiglio di leggere con attenzione le righe seguenti perché vengono affrontati con estrema praticità tutti i punti salienti che permettono di far funzionare concretamente una pagina.

Buona lettura e non esitate a lasciare nei commenti le vostre impressioni. Michaela risponderà.

Ci sono delle pagine su Google Plus che condividono contenuti veramente interessanti e di qualità, ma non ricevono interazioni. Mi soffermo sempre su queste pagine e spero sempre trovino la giusta strategia per emergere e conquistare la notorietà che si meritano anche su questa piattaforma.

Una di queste pagine è CheFuturo!

Una pagina che avrei sempre voluto vedere tra le pagine consigliate e i cui post avrei voluto vedere nei temi caldi di Google Plus.

Post come questo,  in cui ho trovato la seguente domanda:

Come è possibile quindi che ogni volta che pubblichiamo qualcosa su Google Plus sembra che nessuno ci ascolti?

È una domanda che si poneva Marcello Mari dalle pagine di CheFuturo! il 28 giugno dell’anno scorso, affermando inoltre che…

Se fate parte della giusta comunità, vi basterà postare qualcosa di positivo riguardo a Google per ottenere centinaia di +1 e condivisioni, cosa altrimenti difficile con altri tipi di contenuti.

Bene, è da tanto che volevo dare questa risposta a CheFuturo!

Pur non avendo mai incluso nelle mie cerchie la pagina, ne ho seguito da vicino la sua presenza, o meglio la sua inspiegabile assenza.

CheFururo-storia
Fonte: CircleCount.com

Il 20 giugno 2012 CheFuturo! inizia a postare costantemente su Google Plus. L’attività di posting si ferma il 27 settembre dello stesso anno. Nel 2013 si contano solo due post pubblici. Con mia grande gioia CheFuturo! ritorna su Google Plus a gennaio di quest’anno. Avrei voluto concludere che oggi la pagina ha finalmente trovato il pubblico e l’engagement tanto cercati.

Invece non è questo il finale di questa avventura. Non ancora. Ci troviamo anche oggi di fronte a statistiche che vedono una media di zero commenti, zero reshare ed un +1 registrati sui post di queste ultime 4 settimane.

Questo vuol dire che nessuno è all’ascolto?

Per rispondere a questa domanda è bastato condurre una brevissima analisi sui ripples di alcuni articoli pubblicati su CheFuturo!

I ripples indicano in maniera interattiva e visuale la diffusione su Google Plus di una qualsiasi pagina web.
Per ottenere i ripples è sufficiente copiare nella barra degli indirizzi del browser questa stringa:

https://plus.google.com/ripple/details?url=

L’immagine che trovate qui è riferita ai ripples di un articolo di CheFuturo! che parla di Facebook.

Chefuturo-ripples
Fonte: plus.google.com

Chiaramente non tutti gli articoli di CheFuturo! hanno questa buona diffusione su Google Plus, ma non si tratta comunque di un outlier, ovvero di un caso isolato.

Possiamo continuare a dire che nessuno ascolta CheFuturo!? O che su Google Plus gli unici contenuti apprezzati sono relativi a commenti positivi su Google?

I ripples dimostrano come le potenzialità della pagina siano enormi e che i suoi contenuti, almeno alcuni di essi, siano molto apprezzati dalle persone presenti sulla piattaforma.

L’analisi andrebbe condotta su un campione più ampio di pagine web del sito, per individuare:

  • gli argomenti di interesse, ovvero quelli più diffusi e discussi su Google Plus;
  • le persone più influenti: quelle che creano lunghe catene di condivisioni;
  • le persone che apprezzano i diversi tipi di contenuto, ovvero le persone che condividono su Google Plus gli articoli, che li commentano e danno i +1.

Solo con queste informazioni la pagina potrebbe già fare un primo e significativo salto di qualità.

Con in mano questi dati la pagina dovrebbe:

  • proporre un piano editoriale rivolto al target presente sulla piattaforma (quindi differente da quello proposto su altre piattaforme). Sicuramente continuare a proporre i link degli articoli, ma, nel contempo condividere anche immagini correlate con i contenuti che suscitano interesse;
  • creare cerchie con le persone influenti;
  • creare cerchie per le tipologie di contenuti apprezzati;
  • coinvolgere le persone influenti, menzionandole sui post di loro interesse;
  • mettere almeno un +1 a chi condivide i link di CheFuturo!, commentare i link, ri-condividerli quando si intravede la possibilità di partecipare alla creazione di una lunga catena di condivisioni.

I risultati continueranno a non arrivare se la pagina non decide di partecipare e soprattutto di presenziare la piattaforma.

Il vero salto di qualità, CheFuturo! lo può fare se i suoi autori decidono di partecipare tutti insieme.

CheFuturo! lo sa che questo è l’unico modo di ottenere dei risultati: lo scrive Riccardo Luna  sulle pagine di CheFuturo!, presentando così il progetto:

CheFuturo! non è solo un blog. È un progetto per sostenere l’innovazione in Italia. È una partita difficile e per giocarcela abbiamo solo una possibilità. Fare squadra.

(Bella questa presentazione. Perfetta per sostituire il “Mi presento” nelle Informazioni di pagina.)

Chefuturo-autori

Allora iniziamo dalla squadra.

Per questo ho analizzato tutti i profili degli autori di CheFuturo! su Google Plus.
Sui 78 autori dichiarati tra le pagine di CheFuturo! sono riuscita a trovarne 51 presenti con un profilo su Google Plus. Il 65% mi sembra una buona percentuale.

Tra questi 51 ci sono 4 profili verificati, di cui 3 consigliati da Google Plus.
Anche se nessuno di questi profili registra un engagement significativo, ci sono numeri e presupposti sufficienti per generare interazione e coinvolgimento.

In questo caso sono andata oltre i numeri per condurre una veloce analisi qualitativa.
Ho creato una cerchia con i 51 profili trovati ed ne ho analizzato lo stream. Ho trovato molti articoli interessanti. Anche qui però tassi di engagement molto bassi. Gli autori stessi non partecipano.

La squadra per funzionare va organizzata, ascoltata e gratificata.

Si potrebbe iniziare:

  • implementando l’authorship per gli autori di CheFuturo! E qui mi permetto di rivolgere io una domanda a CheFuturo! Perché non avete implementato l’authorship per i vostri autori?
  • includendo gli autori in una cerchia, visibile a chiunque visiti la pagina;
  • menzionando gli autori quando si pubblicano i link ai loro articoli;
  • condividendo da loro il link all’articolo;
  • commentando o facendo +1 sui post da loro condivisi.

Fatevi coinvolgere e coinvolgerete.

Prima però ottimizzate la presentazione della pagina, con un’immagine di copertina delle giuste dimensioni, con il giusto motto e la giusta presentazione. Eliminate profili che richiamano il vostro brand, invitate alcuni autori verificati e consigliati a comparire tra i gestori della pagina. Fate emergere la vostra vera identità anche su Google Plus.

Prima di concludere mi preme sottolineare che le mie considerazioni potrebbero benissimo non essere corrette.

Infatti non conosco gli obiettivi di comunicazione di CheFuturo!, non ne conosco le dinamiche organizzative e non ho avuto la possibilità di confrontarmi con le persone all’interno dell’organizzazione.

Ho ipotizzato all’inizio un obiettivo: vedere CheFuturo! tra le pagine consigliate di Google Plus, vedere i suoi post nei temi caldi.

Se questo obiettivo non ha appeal per Che Futuro! posso dire che l’obiettivo finale è aumentare la notorietà del brand fino ad ottenere questo risultato: chi conosce Wired Italia  dovrà conoscere anche CheFuturo!

Insomma faccio sempre leva su un sano spirito di competizione, quello che ti fa scalare le montagne ed insieme arrivare alla vetta, perché tutti hanno voglia di tenere la corda meglio degli altri.

I vantaggi di arrivare alla vetta con Google Plus sono così tanti che mi servirebbe un altro articolo per descriverli…

Michaela Matichecchia, autrice di questo post, è consulente web marketing:

“Aiuto le aziende a promuoversi attraverso il web, studiando strategie di comunicazione digitale e condividendo competenze e conoscenze che acquisisco giorno dopo giorno, innovazione dopo innvazione. Ho ideato startconplus e sono docente Ninja Academy . Le mie competenze si sposano con quelle tecniche di Daniele Sibaud, con il quale ho dato vita ad un’agenzia web, tourtools.it, che fornisce alle aziende soluzioni, strumenti e strategie per la promozione e la comunicazione digitale”.