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E’ da ieri che non mi do pace. Sono amareggiato, triste, sconsolato. L’annuale “visita della fiscalità” mi ha ucciso. Anima, motivazione, professionalità, portafogli… tutto a farsi benedire.

E siccome l’enciclopedia di insulti che avrei voluto scrivere mi si strozza in gola, sulle dita, nello schermo, da ormai una buona trentina di ore (tanta è la frustrazione…), non ho potuto fare altro che prendere e tradurre parole (e non solo) altrui e farle mie. Ringraziando chi dimostra più forza del sottoscritto.

Non ci sono ragioni particolari. E’ solo uno sfogo contro questo sempre più piccolo, infimo, minuscolo paese.

Cara piccola Italia… Sai, non ho niente contro di te…
Da quando sono arrivata dalle tue parti ho imparato pazientemente ad adattarmi alla tua cultura. E ai tuoi paradossi. Ho affrontato coraggiosamente i meandri della tua burocrazia per ottenere il diritto di risiedere sul tuo suolo.

Convinta che sviluppare l’economia del paese sia importante come sviluppare quella propria personale, dall’alto del mio piccolo status di freelance, ho sempre dichiarato in maniera impeccabile l’assoluta totalità delle mie attività. E diciamocela tutta… Sarebbe stato spesso più facile prendere un cammino diverso. Allora mia piccola Italia, tu che ami per così dire i tuoi “imprenditori”, spiegami un po’…

Cos’è sto casino con le tasse?!!!

Bisogna anche cercare di capirmi, no? Io sono abituata al sistema francese. Certo da noi essere un lavoratore autonomo è piuttosto semplice… Talmente semplice che non c’è nemmeno bisogno di pagarsi un commercialista. Vabbè mi dirai, questo serve a creare posti di lavoro… Anche se sinceramente dubito che il mio commercialista perda il sonno per occuparsi di noi « lavoratori autonomi col regime dei minimi », cioè che non possiamo superare la barriera dei 30.000 Euro.

Comunque, per tornare a parlare della Francia, le tasse che avevo l’abitudine di pagare, nello stesso regime fiscale, le pagavo ogni tre mesi. Andavo su Internet, inserivo le mie fatture ed una percentuale fissa (il 26,8%) veniva prelevato direttamente dal mio conto. Pratico.

Il tuo problema (o forse è più giusto dire, il mio con te..) mia piccola Italia è che le tasse qui si pagano una volta all’anno. E quindi fa piuttosto male quando ci arriva il conto da saldare ! E poi, come se non bastasse già prenderci quello che ti dobbiamo, tu vuoi che ti anticipiamo già quest’anno i soldi che non sappiamo nemmeno se guadagneremo l’anno prossimo… Ma perché ? Hai paura che prendiamo baracca e burattini e scappiamo via ?

Sono rimasta scioccata quando mi hanno detto che dovevo pagare quasi il 60% di quel poco che avevo guadagnato quest’anno. Quel poco, perché tu lo sai meglio di me, che da queste parti è difficile lavorare, e quindi fatturare (per non parlare del farsi pagare !). Mi hanno detto che non mi devo preoccupare troppo perché i soldi che io ti anticipo quest’anno mi verranno scalati l’anno prossimo. Ma io devo e voglio evolvere (sai com’è, sono ambiziosa !) ed il prossimo anno l’acconto che dovrò pagare sarà sicuramente più alto di quello dell’anno prima, e così via in una spirale senza fine. E quindi mi domando: essere ambiziosi, evolvere nel proprio lavoro e così inaccettabile ai tuoi occhi da doverci punire in maniera così dura ?

Il “vantaggio” del tuo sistema, mia piccola Italia, è che a partire di una certa somma guadagnata, si può tentare di alleggerire il conto, scaricando un miliardo e forse anche più di spese assurde. Ma assurde davvero. E via alla caccia di biglietti di teno e di aereo, di ricevute di affitto e di buoni benzina, di bollette della luce e del riscaldamento e, già che ci siamo, dello scontrino del tavolo del salotto…! E ricordiamoci che, dopo tutto, abbiamo anche un lavoro (vero !) da portare avanti…

Insomma, mia piccola italia, se un giorno o l’altro ti annuncerò che me ne vado, non essere troppo sorpresa… Posso sopportare molte cose da parte tua, ma non riesco proprio ad accettare questo sistema tutto tuo in cui i furbi sono premiati e quelli che ti vogliono aiutare finiscono per fare una brutta fine.

Lucile


lettera tradotta liberamente per http://www.fumettomatic.com/cara-piccola-italia/