content-cycle-social-network

Qualche tempo fa ho condiviso da queste parti una ricerca sulla propagazione del contenuto informativo su diversi social media che forniva dati molto interessanti sulla differenza di diffusione a seconda delle piattaforme (Twitter, Tumblr, o Blog) e della tipologia di avvenimento che aveva generato il contenuto (evento atteso vs evento inaspettato). Nel medesimo post dichiaravo…

… Sarebbe interessante poter aggiungere allo studio ulteriori confronti con altri ecosistemi di informazione, per esempio con Facebook che mescola alle dinamiche pubbliche (pagine) quelle private (gruppi) e garantisce di base un’esposizione massiccia al contenuto, non fosse altro che per l’alto tasso di penetrazione dello strumento…

Detto. Fatto. Con l’aiuto di Pier Paolo Basile, una delle menti più brillanti mai incontrate nel mio percorso (non a caso tra i co-founder di ZenFeed…!) ho scovato un’interessantissimo studio pubblicato da Carlos Castillo sul ciclo di vita delle notizie online, condotto sul sito di Aljazeera, che fornisce, tra gli altri, alcuni dati sulla differenza tra Twitter e Facebook nella propagazione di contenuti informativi  (e non solo, vi consiglio di leggervi tutta la ricerca!).

News-and-Social-Media-SNOW-2013-Keynote-
caso 1
News-and-Social-Media-SNOW-2013-Keynote-2
caso 2
(clicca sulla singola immagine per ingrandire)

Prima di valutare qualsiasi implicazione di Facebook e Twitter, sono andato a dare un’occhiata agli articoli messi a confronto (li trovate qui e qui) che si diversificano per l’impatto emotivo (nel caso 2 nettamente maggiore)e la cura dell’approfondimento (l’articolo del caso 2 è più ampio e va oltre la semplice presentazione della notizia fornendo anche un video ed ulteriori riflessioni sull’accaduto). Tornando ai due social network, è interessante notare che il picco (ravvisato anche nella precedente ricerca presentata) di Twitter in entrambi i casi avviene nei primi minuti dopo il lancio della notizia per poi scendere vertiginosamente, fino a scomparire ancora prima della terza ora (caso 1) oppure a mantenersi su livelli più o meno stabili lentamente decrescenti fino alla sparizione per circa 12 ore (caso 2). Facebook invece si comporta in maniera molto diversa nei due casi: tendenzialmente entra in scena qualche minuto più tardi di Twitter, ma quando la notizia è di forte impatto emotivo non solo la sua entrata in scena è più violenta ma seppur in maniera altalenante la diffusione del contenuto tende a “viralizzarsi” con il passare delle ore (eccolo l’ “effetto Facebook”!), raggiungendo un picco elevatissimo allo scoccare della dodicesima ora (in concomitanza della totale sparizione o quasi di condivisioni su Twitter, mentre le visite al sito sono già in calo). Gli autori della ricerca sono andati oltre, suddividendo i contenuti informativi in due macro categorie: da un lato le news (stile ANSA, diciamo) e dall’altro gli articoli di approfondimento (più riflessivi e più corposi rispetto alle prime). E questo è ciò che hanno ottenuto misurando ciò che avviene nei due social network:

News-and-Social-Media-SNOW-2013-Keynote-3

Come si può vedere dal grafico proposto dai ricercatori Twitter, in linea di massima, viene utilizzato per la condivisione di news mentre Facebook per la condivisione di articoli di approfondimento. La spiegazione probabilmente sta nella fisiologia delle due piattaforme l’una, per peculiarità funzionali, portata alla rapidità e alla sinteticità e l’altra che, senza particolari limiti strutturali, si adatta ad un pubblico di massa che appare più sensibile nei confronti di contenuti ad alto impatto emotivo (o comunque ad articoli di maggiore approfondimento). Tutto molto interessante. Ora però, rispetto all’articolo precedente mi rimane da risolvere ancora un interrogativo.

… Sarebbe interessante inoltre capire la differenza di propagazione del contenuto “commerciale” rispetto a quello informativo ed in che termini la possibilità di spingerne forzatamente le visibilità influisca sulla sua assimilazione e propagazione…

Magari qualcuno di voi mi può dare una mano. Idee? p.s. davvero credete che, a prescindere dalla piattaforma, tutto questo contenuto condiviso sia realmente letto…?

Fonte immagine in alto: http://jparmstrong.deviantart.com/art/Megafono-116395085