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Ieri sono stato invitato da un bel gruppo di rappresentanti di strutture ricettive e commerciali di Camogli, capitanati da Mauro Siri, direttore dello splendido hotel Cenobio dei Dogi, a portare la mia testimonianza riguardo il possibile ruolo di Internet e soprattutto dei Social Media in una strategia di rilancio collettivo della bellissima località del Levante Ligure.

L’occasione mi ha permesso di confrontarmi con una realtà, come probabilmente ce ne sono molte in Italia, che si trova in un momento di difficoltà dovuto soprattutto, secondo me, all’incapacità di lasciare da parte dinamiche ormai obsolete dominate da competizione intestina, passività e chiusura alle novità per abbracciare un’unità di intenti costruita su una visione comune a lungo termine accettando il fatto che i tempi siano cambiati e che per sopravvivere sia necessario un atteggiamento dinamico ed attivo.

Ho deciso di scrivere questo articolo e condividere le mie riflessioni proprio per lasciare un segno non solo alle persone che ieri hanno dato vita a questo bel pomeriggio, ma anche a tutti coloro i quali lavorano nel settore, magari da altre parti di Italia, che in fondo la situazione della “bella addormentata” Camogli è probabilmente quella di molte altre località italiane.

Ma andiamo con ordine e per punti…

Prima di tutto devo dire che la massiccia affluenza (almeno 35 ad occhio e croce) dei rappresentanti di strutture ricettive e commercianti della località mi ha sorpreso. E non solo. Il dibattito è stato sempre acceso, quasi vibrante (nel senso positivo del termine) e una larga percentuale dei presenti ha preso la parola e ha voluto dire la propria. Altro dato estremamente positivo è stata la trasversalità anagrafica dei presenti: anche i meno giovani hanno partecipato con un’attenzione ed una verve encomiabile (non hanno mandato i figli, per intenderci). E’ chiaro che l’argomento sia sentitissimo e traspare nella società locale la voglia di fare. Non male.

Per quanto riguarda il rapporto con il Web, è interessante notare che tutti i partecipanti si siano dimostrati fermamente convinti della sua centralità e non solo in fase di promozione (si è parlato di obiettivi concreti come la destagionalizzazione e la disintermediazione). Andando anche oltre, mi ha colpito la consapevolezza evidente nei presenti del non poter “farcela da soli” perché dinnanzi ad un qualcosa di molto complesso. Le paure maggiori riguardano non tanto il budget da investire (passaggio già abbastanza metabolizzato) quanto le difficoltà della gestione quotidiana della comunicazione, per esempio degli account sui social network (lo spauracchio Tripadvisor si è inserito varie volte nel nostro dibattito, e non poteva essere altrimenti). E credo sia anche comprensibile.

C’è poi un problema, piuttosto ricorrente per chi fa il mio mestiere e deriva dalle esperienze negative pregresse di “chi ci ha già provato” nel passato. Portali che ancora navigano senza un padrone (e senza un visitatore…) nell’oceano del Web sono li a tenere aperte le ferite non rimarginate di chi “ci era arrivato” ma purtroppo ha puntato sul cavallo (leggi fornitore ma forse dovrei dire qualcosa di peggio…) sbagliato. E non è facile recuperare la fiducia di chi è rimasto così profondamente scottato (e non solo nel portafoglio). Ieri si è lavorato anche in questo senso.

Quando si è passati da un approccio individuale ad uno collettivo non si è potuto fare a meno di chiamare in causa altre due componenti fondamentali per “fare sistema” a livello turistico: le istituzioni ed i residenti. Ed effettivamente aumentando la complessità del sistema anche i presenti si sono dimostrati logicamente un po’ più scettici (quasi più sui residenti che sulle istituzioni, ma siamo Liguri e ci conosciamo…), soprattutto presi dall’ansia del “chi fa cosa”. Assolutamente comprensibile, ma credo che si possa anche cercare conforto nelle esperienza positive che stanno contraddistinguendo alcuni progetti di promozione territoriale partiti dal basso e che nel social web stanno trovando un habitat eccezionale di accordo di tutti e tre gli angoli del suddetto triangolo. Difficile ma non impossibile, insomma.

Tre ore ricche di spunti, tre ore necessarie per confrontarsi, per sottolineare le priorità comuni, per capire che cosa ancora manca. E per me l’onore immenso di esserci, tra i più giovani della sala. Provando a dispensare consigli, a infondere speranze. Imparando, come ad ogni occasione, forse più di quello che si ha da insegnare.

Non è troppo tardi per mostrare la tua bellezza, Camogli. A presto…

p.s. come ho promesso ai partecipanti, pubblico di seguito le slide dell’intervento.

Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/tearsandrain/2919290368/