Una delle questioni più interessanti che professionalmente mi sto trovando ad affrontare è legata alla composizione di Social Media Team per la gestione di progetti di comunicazione aziendale con una forte componente social.

Qualche giorno fa, una bella infografica di Mark Smiciklas sul Social Media Workflow (quanto tempo va dedicato settimanalmente ai singoli compiti previsti da una Social Media Strategy) mi ha portato a discutere con diversi colleghi sull’ipotetico schieramento delle risorse umane implicate in progetti di questi tipo.

Dal momento che credo fortemente nella concretezza delle attività di social media marketing sono convinto che anche il gruppo di professionisti che le pianifica, mette in pratica e gestisce quotidianamente debba essere costruito in funzione delle risorse e degli obiettivi specifici di ciascuna struttura.

Questa mia convinzione naturalmente influisce in maniera piuttosto netta sull’elasticità delle figure professionali in gioco e sulla possibilità che tali risorse siano interne all’azienda (figure dedicate già formate o che acquisiscono know how attraverso formazione specifica) oppure esterne (outsourcing, ad esempio rivolgendosi ad una web agency o stabilendo delle collaborazioni con professionisti freelance), altro tema molto sentito e piuttosto dibattuto da qualche tempo a questa parte.

Date queste premesse, è scontato che a mio modo di vedere sia piuttosto difficile individuare una “formazione ideale” che possa andare bene per tutte le realtà aziendali.

Eppure in questi giorni, partendo proprio dall’infografica citata poc’anzi e inserendo i suoi dati all’interno di un semplice foglio excel (ottima idea dell’amico e collega Alberto Beccaris!), ho deciso di lavorare ad uno schema che possa essere, in qualche modo, applicabile ad aziende di almeno tre ordini diversi di grandezza:

  • la microimpresa prevalentemente a carattere locale, priva di risorse interne dedicabili al social media marketing;
  • la piccola/media impresa con risorse interne (anche parziali) dedicabili al social media marketing;
  • la grande azienda con un team interno dedicato proprio a questa tipologia specifica di attività (il team interno di una grande azienda potrebbe secondo me coincidere con il team messo a disposizione da una social media agency).

Nello schema precedente non vengono considerate due figure a mio parere indispensabili, in presenza di iniziative strategiche professionali: una risorsa creativa responsabile di tutta la produzione grafica collegata alle presenze dell’azienda e una risorsa tecnica responsabile dello sviluppo di tutto il codice necessario a creare applicazioni (per esempio su Facebook) e pagine web (non dimentichiamoci del blog, di landing page o di eventuali contest che necessitino di passaggi tecnici un minimo complessi).

Volendo sbilanciarsi oltre ho cercato anche di ipotizzare una “spina dorsale” specifica per la maggioranza delle aziende italiane che fanno parte dello sterminato tessuto delle pmi ed ho individuato quattro cardini del sistema:

  • stratega (in outsourcing) con intervento spot e supervisione continuata in appoggio al community manager.
  • grafico (in outsourcing o interno) con intervento spot quando necessario.
  • sviluppatore (in outsourcing o interno) con intervento spot quando necessario.
  • (super) community manager risorsa interna dedicata a tutta la gestione quotidiana e continuativa del piano di social media marketing, con la supervisione dello stratega e un rapporto diretto con grafico e sviluppatore. Il “super” sta proprio ad indicare che i compiti di questa figura specifica vanno al di là di quelli che sono i compiti “normali” di un community manager.

Ed ecco una rappresentazione spartana ma (credo io) efficace di quello che avevo in mente:

clicca sull’immagine per ingrandire

Mi piacerebbe si potesse aprire un dibattito costruttivo sulla questione anche perché credo fermamente che sia necessario cominciare a gettare delle basi solide e condivise per un settore ancora troppo spesso soggetto all’improvvisazione.

A voi la parola…