Caro “blogger di professione”…

… ieri Domitilla Ferrari ha avuto la bella idea di spiegare in poche, semplici ed efficaci parole la differenza piuttosto abissale che c’è tra chi si guadagna da vivere scrivendo, anche tra mille difficoltà (il giornalista freelance) e chi crede di poterlo fare piuttosto facilmente perché al momento qualcuno lo sta, forse inconsapevolmente, illudendo (forse proprio tu, caro “blogger di professione”).

Ti consiglio di dare almeno un’occhiata e, se possibile, fare tesoro dell’esperienza altrui.

Anche se scrivi valanghe di post, magari scritti pure bene, e anche se c’è chi, in questo momento, ti sta addirittura pagando per farlo, vedi di non cascarci.

Quanti lettori pensi ti saranno rimasti tra dieci o magari venti o, se proprio sei fortunatissimo e bravissimo, trenta markette? E quanta influence? Pensaci bene.

Che essere blogger in Italia ed ovunque tu sia non è uno stato ma al massimo un modo di esprimersi.

UPDATE: Giuliana Laurita offre ulteriori spunti sull’argomento focalizzandosi sul concetto di disintermediazione. Articolo assolutamente da leggere, come anche quello di Gerance Dorè (in francese ma c’è anche versione inglese) citato al suo interno.

Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/ekai/155031332