Sono passati alcuni giorni dall’incontro di Bologna che ha sancito l’evoluzione del Twitter Tips & Tricks, più noto come #TTT, da aperitivo tematico innovativo ad associazione di promozione della cultura digitale, con tanto di obiettivi, organigramma e statuto (la presidente non poteva che essere colei che tutto ciò l’ha inventato!) e che è coinciso curiosamente con il suo primo compleanno.

Tante le cose che ci sarebbero da dire su questa creatura nata nel Salento con la collaborazione di chi sotto la Mole a tanti chilometri di distanza ne ha gestito i primi passi, e cresciuta tanto rapidamente da abbracciare Roma, Messina, Bologna, Milano e Genova in meno di 365 giorni, passando attraverso una serie di evoluzioni morfologiche e fisiologiche inevitabili per un organismo così sperimentale (qui e qui ho parlato del #TTT06, il primo di cui mi sono occupato, qui e qui del #TTT07).

Eppure ciò che mi preme sottolineare maggiormente è che questa associazione si propone l’interessantissima mission di superare alcuni paradossi che connotano fortemente la nostra generazione:

  • la dicotomia tra comunicazione offline e online attraverso la creazione di un format innovativo basato sull’ibridazione tra un tangibilissimo aperitivo ed una conference call di gruppo tra diverse città con l’utilizzo della tecnologia (diretta streaming, per esempio!) come ponte nel peculiarissimo triangolo “organizzatori – presenti fisici – presenti digitali”;
  • l’eterno dibattito tra globalizzazione e localizzazione unendo tra loro, con lo strumento più globale mai inventato (www vi dice qualcosa?), realtà territoriali nazionali e internazionali (giù il cappello dinnanzi alla folta rappresentanza da Barcelona!) e ponendosi l’obiettivo di far emergere pratiche di innovazione sociale fortemente improntate alla localizzazione, come la scelta di prodotti a chilometro zero per gli aperitivi.

Potrei dilungarmi a dismisura nel raccontarvi il progetto, spinto soprattutto dalla smania personale di capire come potrà evolversi o dove riuscirà a collocarsi ma probabilmente risulterei noioso, poiché evidentemente di parte. 

Pertanto credo che la cosa migliore sia quella di riportarvi alcune righe scritte da Lisa Dalla Via che a Bologna ci ha incontrati per la prima volta e che ha dipinto la serata (e non solo) con una sagacia particolare…

E così mi sono ritrovata una sera a Bologna in mezzo a dei “sognatori digitali”, che parlavano di “nativi digitali”, nella veste di “imbranata digitale” (mi hanno dedicato pure un hashtag, cosa di cui sono piuttosto orgogliosa) .
E confesso di essermi trovata piuttosto bene. Certo, ho assistito a divertenti siparietti del tipo “ah, ma tu sei pincopallo1! Che piacere! Io sono Allariscossa5, noi ci seguiamo!”. Siparietti che mi hanno lasciato un po’ perplessa anche perché io, sprezzante del pericolo, mantengo in ogni social network il mio ingombrante nome e cognome.
Ma mi sono lasciata cullare dall’entusiasmo di questo gruppo di “twitteri”, nome cacofonico che ho imparato recentemente, costituitisi come associazione no profit il giorno del loro primo compleanno. Ho deciso di provare a sguazzare in questo mondo perché i confini tra questo e quello “reale” sono sempre più confusi e l’uno pare non poter più prescindere dall’altro. E io non posso prescindere dal mondo in cui vivo.

Se siete curiosi, continuate a seguire la neonata associazione ed i suoi “spostamenti”. Io dico che ne vale la pena, poi mi direte voi…