Sono partito per il #BTO2012 carico di aspettative e con molta molta curiosità.

D’altronde non mi aspettavo una chiamata dell’organizzazione per raccontare un evento tanto importante quanto specifico (eccellente idea l’orizzontalità degli storyteller, tra cui vi invito a scoprire i due veri unici mattatori Paola e Rocco!) e quando ho risposto “presente”, ho deciso di farlo al meglio, seguendo e valutando con estrema sincerità tutta la manifestazione e gli spunti generati.

Ve lo dico subito: il #BTO2012 è stato un successo.

Perché si è avuta sempre l’impressione di partecipare ad un evento creato e condotto da chi vive quotidianamente (veramente!) il web. Insomma se spesso nel nostro settore si ha l’impressione che a “menare le danze” sia chi di web (purtroppo!) capisce poco, in questa occasione si è respirato web, mangiato web, bevuto web. E lo dimostra il fatto che il “top of the top” dell’italica blogosfera ha partecipato attivamente all’evento creando un “sottobosco da networking” di assoluto valore.

Perché l’evento si è dimostrato quantitativamente e qualitativamente all’altezza. Quantitativamente perché sono andati “in onda” fino a 6 panel in contemporanea (una marea in totale!), sapientemente diversificati per argomento e target. Qualitativamente perché la “voglia di marchetta” che spesso impoverisce eventi di questa portata è stata relegata a spazi dedicati, non invasivi e facilmente eludibili. Gli speech che ho seguito sono stati rilevanti anche per il “taglio internazionale” che si è cercato sempre di offrire (in main hall si è spesso parlato inglese), per la notevole pragmaticità dei casi proposti (giù il cappello dinnanzi a Trentino, Umbria e Basilicata, signori miei!) e per lo spessore gigante di alcuni relatori (cito solo Mafe, perché era difficile fare meglio a voce di quello che fa con la penna. E lei ci è riuscita. Chapeau!)

Perché la differenza la fanno sempre le persone. E qui di persone di spessore ce n’erano parecchie. A cominciare dall’organizzazione sempre presente e mai invadente, seguendo con gli speakers che la sera prima ci bevi una bottiglia di vino insieme e la mattina dopo resti a bocca aperta per la qualità delle riflessioni proposte. E finendo con gli storyteller (e tutti i blogger coinvolti), “cani sciolti” della manifestazione con l’obiettivo di offrire un ulteriore punto di vista a chi seguiva anche da casa (nota personalissima: se volete organizzare un blog trip o comunque un’iniziativa di blogger engagement puntate tutto sulla socievolezza degli attori coinvolti. L’esperienza sarà fortemente influenzata dai rapporti costruiti tra le persone coinvolte che avranno come sfondo il vostro “luogo”. E questo “strano triangolo” non potrà che portare enormi vantaggi nella costruzione di un rapporto a lungo termine).

Perché se c’era da fidarsi, l’ho fatto e ho fatto bene. Nonostante una connessione a internet singhiozzante, unico grosso neo della manifestazione, nonostante l’incredibile fumosità di chi rappresenta “qualcosa di pubblico” in questa nazione (ma su questo più che il BTO ci vorrebbe un miracolo!) e nonostante sia finito troppo presto (ma qui credo dipenda dal buon Murphy o forse da Einstein… che quando ti diverti le ore sembrano minuti…), è stata un’esperienza densa, ricca e molto stimolante.

Arrivederci al #BTO2013! (sperando che sia il BTO a fidarsi di nuovo di me e a richiamarmi anche il prossimo anno!)