Qualche giorno fa ho letto un articolo del sempre eccellente Juan Boronat, En Social Media no hay expertos, hay estudiantes avanzados che ho deciso di salvare tra i preferiti per avere il tempo di valutare e rifletterci su con calma.

Davvero interessanti alcuni punti della disquisizione ragionata del buon Juan, che conia l’espressione “studenti avanzati” per definire i veri esperti del Social Web.

Traduco liberamente alcuni passi dell’articolo che reputo davvero ben scritti (se conoscete il castellano vi invito a leggerlo nella sua versione originale).

Chi lavora nel settore della comunicazione (così come in molti altri ambiti) si confronta quotidianamente con l’imperante necessità di essere in continuo stato di apprendimento. Viviamo immersi in un ambiente in costante evoluzione che ci obbliga a “smettere di sapere” per poter imparare. Un ambiente che converte la nostra professione in una “validazione” permanente.

Ogni mattina ci svegliamo con una (quando va bene!) notizia che annuncia cambiamenti nel settore: nuovi strumenti, tecnologie emergenti, ridefinizioni strategiche, variazioni sulle tendenze di consumo. Una mescola di novità che ha come conseguenza diretta il fatto che ciò che ieri era una certezza assoluta, oggi abbia cessato drasticamente di esserlo.

Ed in questo panorama, uno finisce per interrogarsi se la sovrabbondanza di tanti “esperti” (o “guru” nel peggiore dei casi) sia una dimostrazione di profonda maturità o, al contrario, di un fallimento generalizzato.

(…) Quello che è certo è che nel mercato sia presente una enorme domanda di esperti. Una circostanza particolare che ha aperto una ampia nicchia di mercato e che sta dando benefici economici a molti soggetti. Il fatto che in molti guadagnino vendendo la propria “esperienza” non significa che siano per forza “esperti”, ma, in molti casi, quello si, semplici “venditori”.

E’ evidente che, davanti a questa situazione, sia meglio cercare (non aspettare e sperare che arrivino) quelli che sanno veramente di ciò che parlano… Perché essercene, ce n’è. Quello è poco ma sicuro.

Persone che dimostrino con i fatti (e non con le parole) la propria vocazione, la voglia di migliorarsi, studiando e condividendo le conoscenze senza altro affanno che non sia quello di aiutare le persone ad accedere al medium, e di conseguenza migliorarlo.

(…) E’ probabilmente giunto il momento di fissarsi molto chiaramente nella testa che sebbene l’attuale modello di comunicazione cominci a diffondersi, stiamo ancora “dipingendo scarabocchi sulle pareti di una caverna, attendendo che qualcuno ci aiuti a scoprire il fuoco e la ruota”. Stiamo vivendo la preistoria di un nuovo modello di comunicazione e pertanto risulta piuttosto paradossale che qualcuno riesca a venderci già un manuale di istruzioni.

Credo che parlare di “esperti” non sia molto più di una entelechia avvallata da migliaia di followers e commercialmente sfruttabile (questo si!) e che la vera essenza della conoscenza stia nel rendersi conto della loro NON esistenza.

E non si può certo negare che la Rete sia una piattaforma invasa da persone interessate e interessanti, con molto da dire e da apportare alla comunità. Una piattaforma per tutti i tipi di pubblico, dove le risposte a tutte le domande fioriscono in maniera naturale (senza conservanti né edulcoranti), emanate da quelli che, senza essere guru, si preoccupano di rimanere costantemente informati e di permettere agli altri di esserlo.

Sono quelli/e che ci mostreranno realmente il cammino, senza necessità di etichette, né di titoli, né tanto meno di rendergli/le omaggio pubblico.

E sono loro quelli che dimostrano ogni giorno che nel Social Web non ci sono esperti ma solo milioni di “studenti avanzati”, che sono i veri maestri della miglior università possibile.

E se avete dei dubbi che non sia così, correte nella Rete e domandate… Perché sono proprio loro quelli che vi risponderanno.

Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/bopuc/449640569