E’ tempo di graditi ritorni su questo blog. I ragazzi di Volta Marketing, che ho avuto il piacere di conoscere pochi giorni fa nella mia ultima scorribanda romana, hanno deciso di riapparire anche da queste parti per parlarci delle oggettive difficoltà che si trovano ad affrontare piccole Web Agency e Freelancer che decidono di posizionarsi sul segmento delle PMI oggi in Italia. Una sfida impossibile?

In questi giorni siamo stati contattati da un nuovo cliente che si è rivolto a noi, perché non era soddisfatto del proprio sito: un sito fatto da Pagine Gialle, pagato 1000 euro e per nulla adatto alle esigenze dell’attività in questione.

A quel punto la curiosità di capire quanti avessero fatto lo stesso errore era forte e abbiamo deciso di farci un giro sul sito di Pagine Gialle per valutare il lavoro svolto su altri clienti (vi invitiamo a fare lo stesso per seguirci nel nostro ragionamento!)

Il risultato? Un disastro!

Abbiamo quindi deciso di condividere con voi colleghi del settore alcune considerazioni che trovano spunto nella lettura di un recente articolo di Riccardo Scandellari, di cui vi cito un passaggio importante:

Le piccole imprese si vergognano della loro presenza on-line. Un proprietario su dieci ha dichiarato che il sito web dell’azienda è obsoleto e inefficace utilizzando parole come “povero” o “vergognoso“. Ma pure riconoscendo che il web è un’utile vetrina per il proprio business ha deciso di non fare nulla per cambiare la situazione

Questo è il quadro di una situazione pessima, nel quale tutti noi ci troviamo ad operare.

Le società di consulenza e i liberi professionisti preparati in materia di Internet possono e devono istruire l’imprenditore italiano medio riguardo le potenzialità del web, e spesso lo fanno con professionalità e competenza. Un lavoro che risulta assai più difficile di quanto si creda.

Infatti se si esamina l’Italia da questo punto di vista, appare improvvisamente chiaro quanto essa sia ancora una nazione fondata su un’economia (passatemi il termine con tutte le attenuanti del caso) “di base” che trova origine negli effetti positivi che i boom economici dei decenni passati, avevano creato. Per capirci, si sta parlando del classico imprenditore italiano medio che recita orgogliosamente: “mi sono fatto da solo e vado avanti cosi”.

Ma adesso, come ben sappiamo, l’economia si è evoluta e per rimanere sugli scudi c’è bisogno di un salto di qualità generale, e per fare ciò bisogna comprendere e sfruttare il Web (una vera e propria economia parallela). Esempio di successo è quello ottenuto dalla Regione Lazio con il caso del Mercato Trionfale.

Un cambiamento che risulta lungo e tortuoso, causato dal classico approccio italiano caratterizzato dal reagire solo se si è costretti (non a caso il nostro slogan incita a cambiare prima di essere costretti a farlo).

Un cambiamento che diventa impossibile se ad ostacolarlo si inserisce una società come Pagine Gialle.

Una società che sfrutta a proprio vantaggio il lavoro fatto da consulenti e formatori, aggredendone i loro potenziali clienti, consci solamente della necessità di avere un sito. Realizzano siti (onesta opinione personale) dai domini improbabili, che somigliano a tutto tranne che ad un sito. Il tutto per 1000 euro, con la sicurezza di agire indisturbata rispetto alla categoria di clienti che non ha la competenza per poter discutere la qualità del prodotto ricevuto e che, anzi, è convinta di “Essere apposto cosi” o che “Un sito ce l’hanno già”.

In questo modo il libero professionista, viene visto come un consulente “senza nome” che chiede molto di più di un “nome conosciuto” che costa meno, con il risultato inevitabile di svilire la formazione, la competenza, la preparazione e la specializzazione del nostro lavoro.

Ora, dopo questo lungo sfogo che speriamo sia da tutti voi “colleghi” condiviso, la domanda resta ancora senza risposta. “Riuscirà Davide a sconfiggere Golia?”

L’epilogo della leggenda ci dà per vincitori, ma nella realtà?


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