Mi ha davvero colpito la vicenda di Salvatore Iaconesi

… che ho scoperto nel magistrale articolo di G.B. Artieri sull’argomento

Ed è riduttivo pensarlo solo come un tentativo di cercare una cura fisica al suo male, come molti media la stanno trattando e tratteranno. Non è solo questo.
È qualcosa di più e di diverso. È il coraggio di socializzare il male e farne materiale da trattare a partire dalle nostre sensibilità e competenze. È un modo di fare del suo male un’occasione di irritazione produttiva, costringendoci a pensare facendo.

In un momento “così e così” del social web (onesta opinione personale) un fulmine a ciel sereno.

E soprattutto un’opportunità. Per tutti.