Non so esattamente il motivo ma nelle ultime settimane mi sono trovato spesso dinnanzi alla questione “acquisto di tweet” come possibile panacea per una penetrazione virale assicurata per iniziative promozionali.

Mi è capitato anche che aziende o professionisti (di altri settori) con cui collaboro si lasciassero andare a precise richieste dirette proprio in questa direzione… “perché non ci compriamo po’ di tweet da utenti che hanno migliaia e migliaia di follower? In questo modo sai che pubblicità ci facciamo!

Dal momento che una richiesta come questa sta smettendo di rappresentare il classico “caso isolato” e sta cominciando a prendere piede anche tra chi non è proprio a digiuno di Web, mi sono posto il problema che forse siamo dinnanzi ad una distorsione percettiva sulla reale utilità di iniziative di questo tipo e che quindi fosse necessario suonare il campanello d’allarme su questa ulteriore degenerazione del social web.

Poi stamattina sul blog di Massimo Cavazzini un’ulteriore conferma

Prendi un po’ di utenti twitter, rigorosamente di sesso femminile, e dà loro qualche template tra cui scegliere ma il cui messaggio è univoco: quanto è sexy la voce di Stefano Accorsi nello spot della Peugeot 208. Poi dà loro 25 euro per twittare. Ecco il risultato:

Voglio subito chiarire che non è mia intenzione “gettare la croce addosso” alle utenti di Twitter che hanno deciso di partecipare all’iniziativa promozionale. Probabilmente lo avrei fatto anche io (per un messaggio consono con il mio target e le mie idee) e non reputo questa la sede idonea in cui discutere di etica e di deontologia professionale.

Ciò che invece mi sta a cuore evidenziare sono i motivi per cui un’iniziativa di questo genere non ha proprio senso dal punto di vista strategico.

Se vuoi promuovere un contenuto ci sono strumenti molto più efficaci e a costo nettamente inferiore che quel 25€ a CPC (costo per clic, o meglio detto per view in quanto parliamo di un video!), a partire dai Promoted Post (o eventualmente Sponsored Stories) di Facebook, gli stessi Promoted Tweets di Twitter, oppure strategie di Web advertising su YouTube (appoggiate a Google Adwords).

Pagare un utente di Twitter per scrivere un cinguettio pilotato è diverso dal pagare una piattaforma per promuovere lo stesso contenuto perché nel primo caso sembra una cosa naturale” potreste obiettare, o almeno questa è una delle obiezioni che mi hanno posto i miei contatti.

In realtà non è proprio così, in quanto per esempio in questo caso specifico il disclaimer che indica la “commercialità” del post è evidente (quel #sponsored presente in ogni singolo cinguettio) e (aggiungo io) dovrebbe sempre esserlo, come accade in Inghilterra e USA (su questo specifico argomento vi invito a seguire la discussione con Gianluca Diegoli che parte da questo tweet).

Passando ai risultati, tralasciando volutamente finezze quali l’artificialità del messaggio (nel caso specifico erano proposti 2/3 template preconfigurati, quindi nemmeno l’ombra di uno sforzo creativo) basta dare un’occhiata di insieme, anche senza esagerare nell’andare in profondità con la ricerca, per rendersi conto subito che l’iniziativa non ha portato i risultati sperati (sperati da chi l’ha proposta o forse solo da chi l’ha accettata!). Di viralizzazione neanche l’ombra e visualizzazioni del video inchiodate a quota 600 (proprio 600 non 600 mila o 600 milioni!).

A questo punto non posso che unirmi a Massimo Cavazzini nella sua richiesta, che giro anche a voi desideroso di approfondire insieme…

Mi piacerebbe davvero sapere quale fosse lo scopo dell’iniziativa: sono convinto che il cost per click del video linkato nei tweet su media diversi sia inferiore a quello ottenuto su Twitter. In altre parole, non solo l’attività non ha senso dal punto di vista della strategia social, ma è anche uno spreco di soldi.

p.s. come al solito… nuovi strumenti e vecchi paradigmi.

Update: incredibile ma vero, pur citando casi differenti ed occupandosi prevalentemente delle celebrità anche Riccardo Scarascia parla dello stesso argomento per Young Digital Lab

Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/alexpgp/3609715516