Da oggi verso mezzogiorno, minuto più minuto meno, stacco.

Out, off, stop. 

Si, dopo molto molto tempo (talmente tanto che non ricordo l’ultima volta quando è stata…) metto temporaneamente (e sottolineo temporaneamente!) fine a questa vita sempre connesso, sempre a ribattere colpo su colpo, sempre sul pezzo rispetto all’ultima novità del settore, sempre a discutere, conversare e dialogare, sempre a postare, twittare, pinnare, condividere, sempre a scrivere (molto) e a leggere (moltissimo).

E, sia ben chiaro, che non lo faccio per la “grande sfida di stare offline” qualche giorno e poi raccontarlo in un (finto) un saggio sociologico (che pare vada tanto di moda al momento), e non lo faccio neanche perché senza Internet credo si possano riscoprire i valori reali della vita e, udite udite, neppure perché osservando da fuori questo pazzo carrozzone che è il social web io speri di avere illuminazioni particolari che mi rivoluzionino la professione.

Il motivo è uno soltanto. Semplice, piccolo, personale e tanto tanto tanto banale. Sono un po’ stanco. Tutto qui.

E pazienza se al mio ritorno (niente suicidio digitale, torno molto presto, tranquilli) avrò da rispondere a 3000 email, avrò l’aggregatore di fiducia che scoppierà di 2000 articoli da leggere e mi sarò perso le ultime 1000 novità del settore. Anzi…

Sarà un piacere riprendere tutto da dove l’avevo lasciato. A partire da questo spazio che da oltre tre anni va avanti (credo e spero) sempre e comunque all’insegna del valore aggiunto senza mai scendere a compromessi con il calendario. A partire dalla consapevolezza che il nostro settore abbia ancora tanto bisogno di cultura per evitare che la sua totale massificazione lo renda terreno fertile per una possibile degenerazione. A partire dal chiodo fisso della ricerca di un equilibrio sostenibile per il difficile binomio ecologia dell’informazione economia dell’attenzione.

Insomma… A tra poco gente. Belli carichi.

;-)