Da consumatori potremmo stare a discutere per ore ed ore su Ryanair e sulla sua politica molto intransigente e assai discutibile per quanto riguarda tasse aeroportuali, limiti sul peso dei bagagli, stampa del check-in online, qualità del servizio e… chi più ne ha più ne metta.

Da esperti di comunicazione online potremmo stare a discutere altrettanto della totale assenza di (social) customer care, dell’evidente stato di abbandono della pagina Facebook (ufficiale?), sulla non politica attuata dalla compagnia sui social network e chi… più ne ha più ne metta.

Eppure, anche se si vanno a curiosare gli oltre 25.000 commenti scaturiti dall’ormai celebre post di denuncia di Suzy Mcleod, paradossalmente ce n’è una piccola ma significativa percentuale che difendono la compagnia aerea. Se poi, nonostante tutte le polemiche (e questo è solo l’ultimo caso in ordine di tempo!), leggo anche che l’azienda a chiusura esercizio 2011/2012 ha registrato un utile del +25% e un fatturato del +19%, mi faccio qualche domanda.

Anzi me ne faccio una sola. E ve la giro:

Una grande azienda, diciamo già affermata e diciamo pure stabile economicamente, ha l’obbligo di utilizzare i Social Network per offrire (almeno) risposte ai propri (non pochi) clienti oppure può permettersi di “passare la mano” disinteressandosi totalmente del canale e di conseguenza delle richieste dei propri clienti?

Magari mi aiutare a rispondere…