Torna a dar vita alla sua rubrica speciale la nostra Web Marketer di fiducia Emanuela Genovesi Picasso, impegnata in un periodo di formazione professionale negli Stati Uniti (e più precisamente S.Francisco e dintorni). Dopo averci raccontato il primo impatto con la cultura americana orientata al business, ecco che oggi, da reporter d’assalto dei “due mondi” quale sta diventando, ha deciso di raccontarci la sua giornata trascorsa presso la sede di Google, nella mitica Mountain View.

Sono proprio curioso…

Ben ritrovati! Scusate per la lunga assenza ma l’ultima settimana è stata davvero densa e ricca di avvenimenti, uno su tutti la visita a Mountain View, dove ho avuto il piacere di visitare alcune delle grandi aziende con sede in questa zona, tra cui Microsoft, Google, Noventi, LinkedIn e Panasonic.

Tutte le visite sono state interessanti e formative per capire la diversità dello stile di lavoro americano rispetto a quello a cui siamo abituati in Europa. In particolare ho piacere di raccontarvi della visita al complesso di Google, che mi ha davvero impressionato, molto di più di quanto potessi immaginare.

Googleplex, cosi viene chiamato il quartier generale di Google è una vera e propria città dove sono presenti più di 100 edifici. La nostra guida è stata un ingegnere italiano parte del team di Google Drive da circa un anno.

Il nostro tour è iniziato dal palazzo dove si trovano gli uffici di Larry Page e Sergey Brin. Prima l’edifico era totalmente aperto ai visitatori, ma da circa un anno è stato ristretto l’accesso ai piani superiori per motivi di segretezza, dovuti ai lavori per lo sviluppo di Google+.

Appena siamo entrati nell’atrio per registrarci ci ha colpito la visione di uno scivolo. Si proprio uno scivolo, che ci hanno spiegato essere utilizzato per raggiungere in maniera più veloce una delle tante micro kitchen. Le micro kitchen o mini cucine devono essere, per regola, presenti a non più di 20 metri da ogni scrivania. In questi mini bar, i dipendenti possono, servirsi autonomamente e prendere velocemente e gratuitamente caffe, cibo, bevande, frutta, snack.

Inoltre, all’interno del campus, sono a disposizione dei dipendenti più di 29 mense dove è possibile degustare cucine provenienti da ogni parte del mondo. I dipendenti possono consultare i diversi menu del giorno attraverso una pagine online e scegliere in quale mensa recarsi. Ci hanno raccontato che ogni nuovo assunto in Google di solito prende 5 kg, vista la qualità e quantità di cibo gratuito che si ha a disposizione.

L’azienda è però molto attenta alla salute dei dipendenti e in ogni mensa ci sono cartelli che invitano a mangiare cibi con poche calorie, e a scegliere piatti più piccoli per mangiare meno. La qualità di un’azienda inizia anche da qui, dipendenti più sani staranno meglio e lavoreranno più a lungo.

La nostra guida ci ha anche raccontato come funziona il lavoro all’interno di Google. Esistono posizioni di qualsiasi tipo: programmatori (le figure più ricercate in Silicon Valley), cuochi, autisti, bagnini, marketing, sales, business developer,…etc.

Qualsiasi sia il ruolo, la struttura gerarchica è molto piatta, in media composta da molti meno livelli rispetto all’Italia.

Quando un dipendente di qualsiasi ruolo, ha bisogno di un informazione può parlare direttamente con l’interessato, senza dare troppa importanza al livello della persona a cui fa la richiesta. La nostra guida ci ha raccontato della sua difficoltà iniziale, provenendo dalla realtà italiana era abituato a prestare molta attenzione ai ruoli: “Per loro è strano pensare in termini di ruoli, perché fare inutili giri di email quando puoi scrivere direttamente all’interessato? E se anche la persona interessata fosse Larry? Non c’è nessun problema a scrivergli, è molto disponibile.”

Naturalmente tra le tante domande che abbiamo posto c’è stata anche: come si fa per lavorare a Google? Naturalmente non è semplice. Si può compilare la domanda online. I colloqui vengono fatti da figure dello stesso ruolo e di solito se ne fanno tre con persone diverse prima di essere ammessi alla giornata di selezione presso una delle sedi, in cui si possono sostenere fino a sette test. In generale tendono ad essere molto selettivi e la politica è: nel dubbio, se la persona non convince per qualche motivo, è meglio non assumerla. Il loro obiettivo è quello di trovare veri talenti, e una volta trovati non vogliono lasciarseli scappare, offrendogli prima di tutto un buon stipendio e poi una serie di benefit tra cui l’ambiente di lavoro, servizi ed agevolazioni varie.

Una volta assunti è possibile fare carriera all’interno di Google? Certo, è molto semplice, se si ritiene di meritare un upgrade è sufficiente lavorare, dimostrando di avere le qualità che servono per il livello superiore e richiedere un avanzamento di livello. Di solito queste caratteristiche riguardano la difficoltà del lavoro o altri elementi specifici dei diversi ruoli.

La carriera non porta a cambiare ruolo, ma ad aumentare le responsabilità e le difficoltà specifiche della propria attività e di conseguenza anche ad un aumento di stipendio. Nel caso la richiesta non fosse accettata, viene spiegato il motivo suggerendo i punti sui quali migliorare. Sarà possibile poi ritentare in futuro.

L’orario di lavoro è libero, si lavora ad obiettivi e nel caso questi non venissero raggiunti, l’azienda aiuta il dipendente a capire il motivo e a migliorare. Oltre alla libertà di orario non è sempre richiesta la presenza fisica in ufficio, è facile che si possa lavorare da casa e nel caso di riunioni si può partecipare in video conferenza dalla propria abitazione.

I dipendenti possono scegliere se vivere all’interno del campus, a Mountain View o a San Francisco e ci sono navette dell’azienda che vanno avanti e indietro tutto il giorno per portare i dipendenti al lavoro.

In generale le idee “folli” sono molto apprezzate dall’azienda, che incita e supporta i dipendenti a sviluppare i propri progetti per il famoso 20% del tempo di lavoro. Pensate al giorno in cui un Googler chiese all’azienda, di avere a disposizione centinaia di automobili che girassero il mondo con installate macchine fotografiche sul tetto pronte a scattare foto di tutte le strade che attraversavano. Tutto ciò oggi ha un nome, Street Live View, ed ha rivoluzionato la nostra maniera di approccio a luoghi sconosciuti, costituendo un preziosissimo corollario delle Mappe.

Sono rimasta davvero molto colpita dalla visita a Googleplex: l’attenzione dell’azienda alle necessità dei suoi lavoratori è totale. Ma bisogna dire che questa non è una prerogativa esclusiva di Google e da queste parti si fa molta attenzione alla qualità di vita nei luoghi di lavoro, soprattutto all’interno delle grandi aziende che collezionano talenti e non vogliono lasciarseli sfuggire. Il valore della proprietà intellettuale e della qualità delle proprie risorse è davvero un elemento importante. Anche gli stipendi sono proporzionati al reale valore delle persone e non solo ai titoli di studio.

Spero di avervi trasmesso almeno una piccola parte delle grandi emozioni che ho provato vagando per questo immenso campus pieno di biciclette tricolori, spazi sportivi, videogiochi e sculture strane, in un ambiente che trasuda innovazione da tutte le scrivanie. Se vi trovate da queste parti vi consiglio davvero una visita, rimarrete sbalorditi.

Nei prossimi giorni vi racconterò della mia prima partita di baseball e di come il linguaggio sportivo faccia parte del mondo business. A presto.

ps: a questo link alcune foto che ho scattato e che vi aiuteranno ulteriormente a “sentire il profumo” di Mountain View!

NDR: update dell’articolo eseguito il 02/08 alle ore 9:45