E venne il giorno dell’esordio in questo blog per Alessandro Fontana, uno dei professionisti con cui interagisco in maniera più proficua e continuativa attraverso il Social Web. Alessandro, che si occupa di promozione territoriale e web marketing, ci invita oggi a riflettere sull’evoluzione delle dinamiche del turismo in epoca di social network. Vi invito a partecipare nei commenti al blog e vi auguro buona lettura!

Le città non sono più dei grandi Zoo

Sta lentamente finendo l’era in cui tutti i turisti giravano la città all’interno della loro bolla di sicurezza, guardando e fotografando da sopra i pullman le attrattive principali di ogni città.

Un approccio dettato dal non volere il contatto con un mondo estraneo alla propria sfera di vita, un mondo fuori dai propri canoni, diverso.

La comunicazione e la promozione turistica, negli anni passati, sono state caratterizzata principalmente dall’idea dominante di promuovere un pacchetto, l’all-inclusive la faceva da padrone all’interno del panorama dei viaggi.

I viaggiatori cercavano la non-esperienza, gli operatori rispondevano con un non-viaggio.

La costruzione dei villaggi turistici creava isole felici dove i turisti, ignari del patrimonio che stavano perdendo, vivevano la loro fuga dalla realtà quotidiana in tutta serenità. Senza preoccuparsi di avere un contatto con la realtà visitata.

Il turista fai-da-te era braccato, ricordate la pubblicità Alpitour?

Poi le cose cominciarono a cambiare, chi viveva la fase del desiderio di viaggio cominciava a prendere più consapevolezza della destinazione scelta. Cominciava a sentire la necessità di un valore aggiunto.

Il Viaggiatore voleva tornare arricchito nel suo bagaglio esperienziale.

Comincia quindi la grande ascesa di uno dei protagonisti del turismo odierno: Il Web.

Le comunità si sviluppano su internet, si creano nuove connessioni e si scambiano pareri ed esperienze. Il desiderio di viaggiare comincia a formarsi anche in relazione alle esperienze vissute dagli altri, dai racconti, dalle fotografie.

I social media amplificano questo effetto a dismisura, le comunità continuano la loro crescita esponenziale. I contenuti multimediali si moltiplicano, chiunque debba fare un viaggio prima cerca la propria destinazione su google, magari decide di organizzare la propria vacanza in via del tutta autonoma.

L’esperienza acquisisce un ruolo chiave.

E gli operatori turistici?

Alcuni prima di altri capiscono il cambiamento del mercato, si adattano, smettono di vendere pacchetti e cominciano a creare esperienze. Capiscono che ciò che il viaggiatore cerca non è più una non-esperienza, adesso c’è la necessità di creare qualcosa di reale, c’è la necessità di inserire un valore aggiunto ai propri prodotti.

Il tour sull’autobus scoperto ha stancato, adesso il viaggiatore vuole passeggiare per le strade della città che visita, sentirne gli odori, ascoltarne i suoni e godere dei colori che lo circondano.

Altri operatori vedono il cambiamento del mercato, capiscono che devono modificare il proprio atteggiamento ma lo fanno in maniera sbagliata. Usano nuovi mezzi di comunicazioni e tecnologie per veicolare messaggi vecchi. Cartoline e pacchetti.

Oggi i Social Network permettono di creare una relazione ed un contatto tra viaggiatore e destinazione che prima era impossibile. Bisogna sfruttare questo vantaggio, far capire che la destinazione è viva e non è una semplice cornice. Ogni città ha la sua cultura e la sua storia ed oggi chi si occupa di Destination Management può sfruttare le potenti armi messe a disposizione dal web per rendere queste peculiarità palpabili. Con un post su un blog si può trasportare il turista all’interno di un mercato storico, le immagini di tramonti e scorci naturalistici d’impatto hanno sempre un risvolto emotivo. 

A chi non piace vedere un mare cristallino e sognare di fare un tuffo? Oggi, però, non basta. Il viaggiatore vuole andare a fare un tuffo in un mare splendido, vuole visitare una città ricca di monumenti storici ma vuole anche vivere un’esperienza unica e difficilmente ripetibile. Tramite il web bisogna far capire ai potenziali viaggiatori che quell’esperienza è a portata di mano, basta volerla provare.

Bastano le prime due tesi del Cluetrain Manifesto per prendere coscienza del cambiamento che è avvenuto:

  • I mercati sono conversazioni
  • I mercati sono formati da esseri umani, non da segmenti demografici.

Quando tutti gli operatori si renderanno conto di questo cambiamento sarà già troppo tardi? Si sarà già creata una nuova tendenza che detterà nuove regole per il turismo moderno?

Quali saranno le tendenze del turismo del futuro?

Forse risulta difficile descriverle in maniera esaustiva, forse ci stancheremo delle esperienze e torneremo a cercare delle bolle in terra straniera?

Alessandro Fontana è…

Dopo tanti cambiamenti di rotta nella mia vita sono sbocciate due passioni: Il Web ed il Turismo. Ormai, a mio parere, legate indissolubilmente. Da una terra con ampio potenziale turistico come la Sicilia mi occupo di promozione territoriale e web marketing, con uno spiccato interesse nei confronti dei sistemi di Destination Management. Attualmente studente in Scienze del Turismo ma finalmente in vista della laurea, se volete conoscere qualcosa in più di me basta visitare il mio blog: http://www.alessandrofontana.eu/blog/cosa-ho-fatto in una ventina di righe vi racconto gli ultimi dieci anni della mia vita.

Immagine in alto tratta da questa interessante infografica sull’evoluzione del social travel.