E’ qualche tempo che rifletto in maniera approfondita sulle possibilità che si hanno per far emergere chiaramente, attraverso la comunicazione online, il concetto di “qualità” associato ad un servizio/prodotto aziendale.

Per cercare di condividere queste mie riflessioni ho deciso di riportarvi, pari pari, l’esempio dei bomboloni alla crema, nato in una pausa caffè durante Evoluzione Digitale (uno degli ultimi eventi a cui ho partecipato in qualità di relatore) e figlio di una discussione con un interessantissimo signore di mezza età che stava presenziando alla giornata di formazione.

Vedi quelli (indicando il vassoio dei bomboloni alla crema)…“.

Ecco, quelli sono proprio i migliori bomboloni alla crema di Trento…

E neanche l’ombra di un sito, di una pagina Facebook. Niente di tutto quello che ci stai raccontando. Eppure tutti lo sanno che sono i più buoni di Trento. Sai com’è… il passaparola…

Io sono sicuro che chiunque li prova, poi non se li dimentica più. Ma con un sito internet come fai a sentirne il gusto, l’odore, la freschezza. Mica possono mandare a tutti un piccolo bombolone per farglielo assaggiare!

A quel punto, colpito dalla lucida riflessione del mio “compagno di colazione” e convinto dagli avvenimenti (pochi giorni prima mi era capitata una situazione analoga, in un piano di comunicazione online per un prodotto di bellezza) che fosse il tempo di affrontare direttamente la “questione qualità” mi sono lanciato in un discorso che riassumo, così a mente, nelle righe che seguono…

Hai ragione! Effettivamente attraverso un sito internet è molto difficile poter ambire al passaggio di sensazioni quali il gusto, l’odore o la freschezza, sensazioni che il tuo interlocutore può provare solo ed esclusivamente se è messo davanti al prodotto. 


E’ anche vero che probabilmente non puoi mandare un bombolone di prova in ogni casa della regione per farlo assaggiare… Ma sai che cosa puoi fare? 


Puoi creare uno spazio “intorno” al tuo prodotto, uno spazio online in cui sia facile, anzi facilissimo, per chi ci capita (o ci fai capitare…) prima di tutto riconoscere il tuo bombolone, ma proprio il tuo (perché lo ha già provato, e lo riconosce, d’altronde mi hai detto tu stesso che sono i bomboloni migliori di Trento!) e poi poter esprimere la sua opinione riguardo al sapore, all’odore e alla freschezza del bombolone. 


E sai cosa succederà se fai questo in maniera professionale facendoti seguire da qualcuno che queste cose le sa fare? Entro breve le persone che arriveranno allo spazio costruito, se i  bomboloni sono davvero così buoni, non solo lasceranno il loro commento, ma innescheranno un processo per cui altre persone, magari loro conoscenti, arriveranno sullo stesso spazio e faranno lo stesso. 


Niente di più, niente di meno di quello che succede attraverso il passaparola di cui tu mi parli. E a quel punto allora, anche chi a Trento non ha ancora assaggiato quei bomboloni per una ragione qualsiasi, prima o poi (più prima che poi se ti affidi a qualcuno di bravo!) arriverà in quello spazio e vedrà che quei bomboloni non sono i più buoni di Trento perché c’è scritto nell’intestazione della pagina. Sai, quello lo “dicono” tutti. 


Ma capiranno che i tuoi bomboloni sono davvero i più buoni perché vedranno i proprio concittadini che hanno espresso in massa gradimento per quel bombolone li. Si proprio quello. E’ così che si passa online il concetto di qualità. Ci vuole un po’ più di tempo, ma una volta innescato questo passaparola va più veloce dell’altro e magari oltre che a Trento quei bomboloni cominceranno a volerli a Bolzano e perché no anche a Verona…

Credo che questo esempio pratico (nello specifico anche estremamente piacevole a livello culinario!) possa aiutare a comprendere quali possano essere i vantaggi dati dall’attivare una strategia di social media marketing per servizi/prodotti davvero di qualità.

Naturalmente mi preme sottolineare che anche l’immagine coordinata, la cura dei testi, l’usabilità delle piattaforme, l’investimento in customer support (e cito solo le prime cose che mi vengono in mente!)  possono contribuire a “far passare” l’alto livello del marchio.

Tuttavia i testimonial dal basso possono fare la differenza e risultare decisivi nel processo di acquisto (ben più complesso che quello di brand awareness) che poi è quello che fa la differenza a livello di fatturato.

Che cosa ne dite? Attendo con ansia le vostre opinioni.

p.s. l’utilizzo dei social network per aziende che NON hanno prodotti/servizi di qualità lo vediamo un’altra volta… ;-)