La scorsa settimana ho letto un’inquietante (almeno dal mio punto di vista) notizia che ha riportato la mia mente direttamente ad una pellicola cinematografica di una decina di anni fa (con un remake più recente!), che soprattutto per i forti spunti sociologici che fornisce è rimasta vivamente impressa nei miei ricordi.

Il film in questione, The Experiment, tratto da un libro di Giordano (e da un fatto avvenuto nel carcere di Stanford!), narra la storia di un gruppo di persone a cui, per una sorta di esperimento scientifico retribuito, vengono arbitrariamente assegnati i ruoli di guardie e ladri in una finta prigione. La situazione degenera però rapidamente nel peggiore dei modi possibile… (non vado oltre nel caso qualcuno non avesse visto il film e decidesse di farlo dopo questo post)

Ma che cosa c’entra tutto ciò con il (social) web?

Ebbene, attraverso gli articoli di Mauro Vecchio (Punto Informatico) e di Dario Salvelli ho scoperto una singolare iniziativa di Weibo, il Twitter cinese che ha… (cito testualmente Vecchio)

(…) introdotto un curioso meccanismo punitivo che per certi versi ricorda il sistema dei punti sulle patenti di guida italiane. Ma i milioni di internauti cinesi non verranno multati per infrazioni del codice della strada. In base alle condizioni d’uso accettate, i 300 milioni di utenti di Sina Weibo partono da un totale di 80 punti all’apertura di un singolo account. In caso di violazioni delle condizioni d’uso, i gestori del sito possono sottrarre questi punti, fino ad arrivare ai casi più estremi in cui da 80 si passi a 0. In quel caso, l’account aperto dall’utente viene automaticamente eliminato.

E fin qui, tralasciando considerazioni politiche sulla censura imposta dal governo cinese alle piattaforme che vogliono operare sul territorio, niente di eccezionalmente particolare.

Poi però, dietro l’angolo, eccolo il “colpo di genio alla The Experiment“…

Come controllare un esercito di ipotetici “ladri” da penalizzare ad ogni infrazione se non con un esercito di “guardie” cercate proprio dentro la piattaforma (con tanto di annuncio promozionale)?

La dinamica della “guardie Vs ladri” che investe la quasi totalità delle rappresentazioni della nostra realtà sociale quotidiana investirà anche quella dei social network?

Non  lo so. Ma personalmente del tragico finale cinematografico cercherei fermamente di fare a meno…

Voi che dite?