Nuova incursione dei ragazzi di Volta Marketing su questo blog. Oggi ci propongono un’analisi sulla situazione di Facebook a pochi giorni dall’entrata in borsa soffermandosi sulle conseguenze di un possibile insuccesso. Buona lettura!

Notizia del mese appena trascorso, e forse tra le più importanti dell’anno, è sicuramente la quotazione in borsa di Facebook.

Nonostante l’accoglienza calorosa, molti analisti hanno però avanzato dubbi sulla mostruosa valutazione (circa 100 miliardi di dollari) della società americana. Alcuni trader si sono chiesti se una società che lo scorso anno ha fatturato (solo…) 3 miliardi di dollari fosse in grado di garantire affidabilità (e dividendi) alle migliaia di investitori auspicabili.

Se infatti Facebook volesse mantenere la valutazione iniziale di 38 dollari per azione, dovrebbe duplicare il proprio business nel giro di 6 anni. Un problema non da poco vista la duplice difficoltà di Zuckerberg e company nel trovare modalità pubblicitarie lucrose e mantenere gli attuali investitori pubblicitari (ad esempio GM ha da poco ritirato tutti gli investimenti pubblicitari su Facebook… sarà un caso?).

La casistica però non gioca a favore del giovane Mark: i precedenti di altri web site quotati in borsa non lasciano ben sperare: sia Zynga che Groupon, dopo un primo momento di successo, hanno avuto difficoltà, vedendosi dimezzato il valore ad azione nel giro di pochi mesi.

Ciò che ci interessa sottolineare non è tanto la questione del crollo borsistico (ci può stare e fa parte del “gioco della finanza”) quanto il fatto che Facebook è il simbolo di un intera rivoluzione digitale (un po’ come Google un decennio addietro!). Un suo insuccesso potrebbe produrre un effetto domino negativo su tutto il sistema dei social network.

Chi negli ultimi anni ha investito in start up digitali e soprattutto nei social network ha basato il suo investimento su in idea molto semplice: più utenti si iscrivono al social network, più pubblicità si potrà vendere agli inserzionisti, più salirà il valore della azienda. Questo sistema ha funzionato e ha attirato e attira tuttora investitori molto importanti.

Una delle società che ha puntato fortissimo su questo sistema è stata appunto Facebook. E qua, finalmente, arriviamo al dunque: se la quotazione in borsa di Facebook fosse un insuccesso siamo sicuri che gli investimenti nei social rimarrebbero così corposi? Se un colosso di così grande portata vacillasse di fronte alla realtà finanziaria, quale sarebbe il destino di migliaia di start up o di piattaforme come Flickr, Tumblr o Pinterest? Pensate anche a Twitter, che non riesce a monetizzare in maniera nitida l’enorme mole di traffico…

Per il momento restano i fatti: dal 18 al 29 maggio il valore delle azioni di Facebook è calato di più del 30%.

Ci dobbiamo preparare alla “rivoluzione della rivoluzione”?

Questo articolo è scritto da Volta Marketing & Comunicazione, gruppo di giovani consulenti di Marketing, specializzati in Web Marketing, Social Media Marketing e Gestione del Crm. Volta è presente su Facebook,Twitter e Pinterest dove si confronta con i propri utenti e gli esperti del settore.