“Perché si segue un utente su Twitter?”

Questa è probabilmente una di quelle domande chiave che, se avete avuto a che fare con il “social network cinguettante”, magari a livello più o meno “professionale”, vi siete posti (o che forse avreste dovuto?!?)…

Per sviscerare nella maniera più limpida ed efficace possibile quali siano effettivamente le dinamiche che incidano maggiormente nella scelta degli utenti da seguire su Twitter ho deciso di rivolgermi direttamente alla community di lettori di questo blog (attraverso la pagina facebook dedicata), invitandoli a rispondermi ad una semplice domanda:

Dando un singolo valore ad ogni opzione da 1 a 5, quanto contano per voi, nel seguire un utente su Twitter, le seguenti “voci”:

A. I suoi “numeri” (follower/following)

B. La BIO

C. L’immagine del profilo

D. I primi tweet che si possono leggere.

Molto interessanti i risultati di questo post-sondaggio (nessun valore statistico, è giusto ribadirlo!) da cui è emersa questa scala di valori medi (grazie a Michaela Matichecchia per l’aiuto nei calcoli!):

A. i numeri: 2,7
B. la BIO: 4,5
C. l’immagine del profilo: 2
D. i primi tweet: 4,2

Quasi tutti quelli che hanno dato il loro parere (24 con il sottoscritto!) hanno assegnato grandissima importanza ai 140 caratteri della BIO e ai primi tweet che si possono facilmente curiosare. Direi che le due scelte sono fortemente collegate e dipendono dalle peculiarità della piattaforma che concede all’utente una presentazione sempre molto visibile e soprattutto sintetica. Rispetto alle “info” di Facebook (sia pagina sia profilo) la lunghezza e la posizione ne favoriscono sicuramente la consultazione. Purtroppo (o per fortuna) però spesso la presentazione non basta, ed ecco li emergere l’importanza dei “primi tweet”. Insomma su Twitter si è soprattutto quello che si pubblica oltre a quello che si dichiara di essere. E questo è sicuramente un plus.

Conta più la sostanza che l’apparenza: se Facebook si contraddistingue ormai per la predominanza delle immagini (la nuova timeline ne è l’esempio più lampante) che, secondo le statistiche, portano il maggior numero di interazioni, su Twitter il contenuto riveste un’importanza primaria, nettamente maggiore non solo degli “allegati” multimediali ai post, ma anche delle stesse immagini di profilo (da evitare comunque l’uovo!) e addirittura (e questo è meno banale) dei “numeri” dell’utente, rappresentati dal rapporto follower/following e dal numero di cinguettii effettuati. Niente male, sopratutto in ottica “consapevolezza verso metriche qualitative“…

E non è tutto. Doveroso porre l’attenzione su altri due parametri che sono emersi dalla discussione e che non erano stati inclusi nelle possibili scelte: l’indirizzo internet (non obbligatorio ma sempre consigliabile!) aggiunto al profilo per consentire un immediato approfondimento e il “da chi è seguito“, che indica chiaramente l’importanza della fiducia tra le variabili della scelta.

E voi che ne dite? C’è altro da aggiungere?