Ieri sono rimasto impressionato dalle furenti dichiarazioni di Marta Vincenzi su Twitter dopo l’esito delle primarie del PD a Genova, che hanno l’hanno vista soccombere malamente dinnanzi a Doria.

Credo sia umano esternare la propria delusione dopo una sconfitta cocente. Credo sia ancora più umano farlo osservando un progetto sgretolarsi dal suo interno (non parlerò volutamente di politica in questo spazio anche se il fatto di proporre due candidature “forti” come quelle della Vincenzi e della Pinotti, entrambe dello stesso partito, si è rivelato un errore grossolano).

Eppure non posso non concordare con la sempre attenta Claudia Vago (@tigella) quando scrive sul suo blog, commentando la serie imbarazzante quanto incalzante di tweet del sindaco di Genova…

Casomai passasse di qui chiunque faccia in qualsiasi modo politica e fosse desideroso di imparare a usare Twitter per migliorare la propria comunicazione, ecco la mia prima lezione, offerta gratuitamente.
Studiate attentamente questo Storify (NDA: la raccolta dei post della Vincenzi). E poi fate tutto il contrario.

Ma l’intreccio tra politica e social web, in quel di Genova (ma non solo…) non si ferma qui e, poche ore dopo, ecco la risposta di Don Gallo, chiamato in causa dalla Vincenzi nel suo intervento a “gamba tesa”.

Ufficio stampa, direte voi… Macchè! Direttamente su Facebook

Ma siamo davvero pronti a sorbirci la colonizzazione del web sociale da parte di partiti e politicanti (già fatichiamo parecchio con i giornalisti!).

E soprattutto… sono pronti i politici, ancora così legati a vecchie dinamiche comunicative (lasciamo perdere tutto il resto, perfavore!) a divulgare e volgarizzare la politica lontano dalla protezione dei propri uffici stampa?

Mi piacerebbe aprire un dibattito sulla questione, pertanto vi invito a dire la vostra…