Seguo con enorme interesse le vicende di Google, perchè ci riguardano troppo da vicino (non solo da internauti!) per poterle lasciare in disparte.

Nelle ultime settimane ho evidenziato grande perplessità sulle ultime prese di posizione, più o meno evidenti, a Mountain View. Poi ho avuto la fortuna di “discutere” le mie opinioni (nella maniera più conforme al social web, ossia via Twitter!) con Luca De Biase.

Dopo qualche giorno Luca pubblica un articolo che va oltre alla social search e si sofferma su privacy, net neutrality e filter bubble.

Ma è soprattutto uno il paragrafo che echeggia nella mia testa, richiamando l’attenzione su qualcosa che vado sostenendo da un pò…

Yahoo! ha cominciato a perdere quando ha moltiplicato gli sforzi per tenere gli utenti dentro il suo “portale”. Altavista ha cominciato a perdere quando è arrivata un’alternativa in grado di dare risultati più rilevanti. Google ha stravinto nei primi dieci anni del nuovo millenno. Ed è riuscita sempre a non lasciarsi intrappolare nella gabbia dell’autoreferizialità commerciale. Un eccesso di sfruttamento del suo fantastico servizio potrebbe ritorcersi contro la stessa Google. Purché ci sia un’alternativa. Qualcuno dice che sarà la coppia Microsoft-Facebook. Sarebbe un bizzarro ritorno al futuro. Altri sperano in nuove soluzioni ancora nella mente dei loro creatori.

E, ironia della sorte, tutto ciò coincide con una grossa offensiva promozionale di Microsoft.

Della serie… “la storia che si ripete al contrario”? Ditemelo voi.

UPDATE: Google ha risposto alle accuse di Microsoft.

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