Pochi giorni fa, disquisendo sul sempre più prossimo rinnovamento della piattaforma pubblicitaria di Twitter, mi sono lanciato, in maniera piuttosto provocatoria, nel criticare l’univoco modello di business dei social network, basato sempre e comunque sulla pubblicità…

Mi viene subito da sottolineare il fatto che un’altra piattaforma di social networking si lancia nella pubblicità, fino ad oggi  unico possibile sviluppo di business anche per i social network. Un pò triste forse pensare che il tanto decantato “nuovo marketing conversazionale” sia sempre più condizionato da logiche legate a “vecchie dinamiche pubblicitarie”…

Questa affermazione abbastanza forte (lo ammetto) ha creato un’interessante dibattito, a partire dai commenti all’articolo. Oggi voglio aggiungere un ulteriore tassello, che mi ronza in testa già da un pò e su cui vi invito naturalmente a dire la vostra.

Un’infografica di Infolinks sull’evoluzione storica della pubblicità, mi ha defintivamente convinto che l’advertising sia un fenomeno connotato profondamente da dinamiche vecchie, antiquate e poco rinnovate.

Se ci pensate, la pubblicità, fin dalla notte dei tempi (identificata nell’infografica con l’epoca degli egizi) si basa su tre insostituibili pilastri:

  • impression di ogni tipo a base di cartelloni, spot, banner, annunci o quant‘altro da far vedere agli utenti;
  • profilazione più o meno targettizzata dell‘audience, obiettivo del messaggio promozionale;
  • interruzione dell‘utente, la cui attenzione viene colpita (o quanto meno dovrebbe essere colpita) mentre sta facendo qualcos‘altro.

Non credo di dire un’eresia all’affermare che la quasi totalità del web advertising attuale, si appoggi ancora su questa massima:
 
far vedere (o sentire, o spesso entrambi!) qualcosa a qualcuno scelto proprio perchè sta facendo un qualcos’altro di specifico.

D’accordo. Sono cambiati gli strumenti, i canali e gli utenti. Eppure le variazioni sono più figlie di un’evoluzione “tecnologica” degli strumenti che veicolano il messaggio, piuttosto che “filosofica”.

La dinamica dell’advertising è sempre la stessa e la fastidiosissima pubblicità su YouTube, prima che parta il video scelto, sembra essere stata concepita proprio per testimoniarlo.

O mi sto sbagliando?

Update: ho appena scoperto gli annunci pubblicitari in “stile radiofonico” su LinkedIn e li trovo davvero imbarazzanti. Siamo nel 2012 e non nel 1912…