Si sa che una delle strategie migliori (non solo) nel Web sta nel “prendere” un caso di successo, farlo proprio e riproporlo adattato alla propria realtà personale, aziendale o eventualmente istituzionale.

E sia chiaro non c’è niente di male. Anzi…

Il nuovo progetto della regione Liguria “Il turismo che vorrei in Liguria” non è altro che una riproposizione (e non solo nel titolo!) in chiave istituzionale e turistica dell’illustre “Il mulino che vorrei” del Mulino Bianco (tanto per intenderci, il progetto che ha riportato negli scaffali dei supermercati italiani il mitico Soldino!).

Si tratta di una piattaforma di progettazione partecipata (poco più di un blog collettivo) in cui operatori del settore, enti, cittadini e turisti sono invitati a partecipare alla stesura del Piano del Turismo Triennale della Regione Liguria, attraverso la proposizione di idee originali e la possibilità di commentare quelle degli altri, il tutto in pieno stile 2.0, con tanto di divisione in categorie di confronto e tag sempre in vista.

Dando una rapida occhiata al sito bisogna ammettere che non manca la partecipazione e gli argomenti affrontati sono di vitale importanza per il territorio (per es. la questione delle Cinque Terre). Tuttavia la totale assenza di integrazione con i social network tronca ogni possibilità di viralizzazione dell’iniziativa che rimane relegata nel sito (forse per una scelta di community management difensivista e di prevenzione contro le “crisi social”?).

Da genovese comunque non posso fare a meno di valutare positivamente l’iniziativa, soprattutto se paragonata al “poco o nulla” fatto online fino ad oggi dalle nostre istituzioni (ne parla anche Robi Veltroni di Officina Turistica).

Poco a che vedere però con la campagna del Mulino che ha segnato davvero un’epoca del web marketing italiano. Poi, per il sottoscritto, c’è anche un valore emozionale. Mi fa tornare la mente al post numero uno di questo blog

clicca sull’immagine per leggere la mia analisi sul Web Marketing di Mulino Bianco del 2009