Non so se sia un bene o un male. Sta di fatto che Twitter, messa in atto la gran rivoluzione a colpi di nuova interfaccia (ancora non per tutti, ma a breve lo sarà) e pagine aziendali (che stanno testando alcuni brand in anteprima) si prepara al gran lancio della piattaforma pubblicitaria self-service.

In realtà la pubblicità su Twitter non è una novità, ma fino ad oggi vi si poteva accedere solo con budget molto elevati e con un contatto diretto con la casa madre.

Invece, a quanto pare, la nuova piattaforma, simile nelle modalità self-service a Google Adwords o Facebook Ads, prevederà costi abbordabili anche per piccole e medie aziende.

Molto interessante capire oltre le tariffe, le modalità di pagamento.

Rispetto a ciò che vi avevo già detto qualche mese fa, sembrerebbe che i “promoted tweets” costeranno tra i 0,20 e i 5 $, calcolati attraverso un CPE (cost per engagement) che scatterà solo dopo click, retweet o reply e invece i “promoted accounts” (simili per certi versi alle sponsored stories facebookiane) potrebbero costare 0.50 $ calcolati a CPF (cost per follower).

Fuori dalla piattaforma invece dovrebbero restare i “promoted trends” dal costo molto più elevato (100.000 $ ?!?).

Se proprio in questi giorni ci siamo soffermati sull’espansione futura dell’advertising online, l’ingresso di Twitter nel mercato potrebbe portare alla nascita di un nuovo player con cui fare i conti.

Mi viene subito da sottolineare il fatto che un’altra piattaforma di social networking si lancia nella pubblicità, fino ad oggi  unico possibile sviluppo di business anche per i social network. Un pò triste forse pensare che il tanto decantato “nuovo marketing conversazionale” sia sempre più condizionato da logiche legate a “vecchie dinamiche pubblicitarie”…

Ma su questo ci sarà tempo e spazio per discutere.