Credo che in giornate come questa sia opportuno fermarsi un momento e farsi un piccolo esame di coscienza sulla direzione che sta predendo la nostra vita personale e professionale.

Per me, credo che non ci sia modo migliore di riflettere sul recente passato e proiettarsi verso il futuro che leggere e rileggere a voce alta queste parole che mi ha “donato” (leggerete e capirete perchè parlo di dono!) una lettrice di questo blog.

Ciao Paolo, sono una novellina del web 2.0. Come hai già visto, sono una giornalista e scrivo principalmente di edilizia. Faccio da sempre il contrario di quanto fa la rete oggi. Parlo di aziende e prodotti e ne esalto i lati positivi.

Questo non vuol dire che non ci siano, anzi, eticamente cerco di scovarli e di metterli in luce, solo che non mio lavoro non esiste una parte critica; vengono eliminate le ombre e messi in luce tutti i lati positivi. Questo perché, non è certo una novità, la carta stampata si sostiene con la pubblicità di quelle stesse aziende di cui parlo. Ma mi sono sempre sentita a disagio su questa poltrona e non capivo bene il perché.

Poi, l’incontro con il web 2.0, che avviene per me a metà ottobre di questo anno (solo?!?!?!) frequentando un master al Sole 24 Ore sulle Nuove professioni Digitali e…rimango letteralmente abbagliata, affascinata, rapita. Immediatamente la rete, che avevo usato fino ad allora solamente per aggiornare il mio profile fb e per leggere le ansa, diventa un mondo libero, democratico. Le aziende sembrano umane, hanno alti forte e deboli e ne parlano e si correggono. Questa trasparenza forzata di cui parlate è finalmente la morte del giornalismo istituzionale per cui lavoro e dell’autoreferenzialismo oramai insufficiente.

Io spero che continui ad essere così, che non ci sia trucco ne inganno. Se sarà veramente così, credo che questo possa diventare il mio mondo.

Carmen Santi – @carmensanti

Ogni tanto mi dimentico di quanto mi piace il mio lavoro. Parole come queste, me lo ricordano.

Un felice 2012 a voi, alle vostre famiglie, alle vostre aziende e… a me stesso.

Paolo Ratto