In questi giorni mi sto riposando molto. Ammetto che questo “pit-stop festivo” poche altre volte è stato accolto con cotanta gioia dal sottoscritto.

Sto guardando diversi film (la passione per il cinema è una di quelle cose a cui, quando ho un minimo di tempo, amo dedicarmi) e, devo dire la verità, oggi pomeriggio ho deciso di togliere dall’armadio uno strano scheletro che mi portavo appresso: io che vi parlo quotidianamente di social web, di social network e di Facebook non avevo mai guardato interamente e con la dovuta calma “The Social Network”, il film di David Fincher incentrato proprio sulla vicenda di Mark Zuckerberg, il milionario fondatore del “gigante blu”.

Tralasciando giudizi più o meno critici sul film (comunque piacevole), devo ammettere che la figura di Zuckerberg è una figura interessante. Fiumi di inchiostro (e di bit, aggiungerei) sono stati utilizzati per descrivere uno dei personaggi più significativi dell’ultima decade. Personalmente, da “studioso critico” del suo capolavoro, non posso che provare una forte ammirazione e restare affascinato dalle sue geniali intuizioni.

Oggi ho scovato anche un documentario, che sebbene sia sicuramente meno spettacolare del film, ricalca (probabilmente) più fedelmente la realtà.

A voi il giudizio.