“Ne resterà soltanto uno”: una delle frasi più celebri del cinema, quella pronunciata da Christopher Lambert in Highlander nel lontano 1986.

“Ne è restato soltanto uno”: la frase che ho “pronunciato” nella mia mente questa mattina dopo che ho appreso della notizia dell’acquisto di Gowalla ad opera di Facebook.

Come non pensare subito a Foursquare, ultimo superstite nella “dinastia” dei geo-social network specifici?

Dando per scontato che la notizia (ancora non ufficiale!) venga confermata, mi voglio lanciare in una serie di considerazioni tra passato, presente e futuro della geolocalizzazione nel social web.

Chi ci guadagna dall’operazione Facebook-Gowalla?

Ci guadagna il team di Gowalla che si porta a casa un bel assegno a chissa quanti zeri, e viene accorpato agli uffici di Facebook a lavorare sulla Timeline, cosa che per un professionista del settore non è certo poco.

Ci guadagna Facebook perchè per sviluppare quello che vuol essere il punto di collegamento definitivo tra offline e online non c’è niente di meglio che insistere su qualcosa di fisico come il luogo. E chi lo può fare meglio del team di Gowalla, tra i primi a cogliere l’importanza del triangolo “mobile – social – luogo”

Perchè Foursquare è rimasto da solo?

Foursquare è rimasto l’unico geo-social network ad aver raggiunto una certa popolarità al di fuori della nicchia geek, perchè Crowley e compagni sono stati bravi a migliorarlo giorno dopo giorno, sfruttando anche l’hype della geolocalizzazione, supportato continuamente dagli addetti ai lavori.

In realtà se approfondiamo il fenomeno geosocial marketing, non possiamo non notare il fatto che i check-in degli utenti siano pochi e nonostante qualche brillante iniziativa individuale, anche le aziende continuino a snobbarne le possibilità.

La geolocalizzazione è in crisi?

Eccolo il punto che mi premeva sottolineare maggiormente. La geolocalizzazione non è in crisi. Tutt’altro. Basta dare un’occhiata alle applicazioni che utilizziamo quotidianamente nelle nostra vita per renderci conto di come siamo ormai “invischiati” con tutto ciò che è rappresentato dalla localizzazione e dalle informazioni che da ciò si possono ricavare (banalmente, la ricerca di un ristorante o di un’altra attivit commerciale nei paraggi).

E quindi… siamo dinnanzi ad un controsenso? Assolutamente no!

La geolocalizzazione è una feature ormai totalmente integrata in tutte le piattaforme. Da Twitter a Facebook… Da YouTube a Flickr… E oltrettutto imperversa (ne parlavamo tanto tempo fa!) in tutto il pacchetto di servizi di Google!

La fortissima convergenza degli strumenti del social networking sta facendo in modo che non sia più necessario utilizzare un geosocial network specifico, poichè tutti gli strumenti sono diventati un pò geo-social network.

Foursquare resiste (ma sul futuro non sono pronto a scommettere!) poichè si è consolidato in una certa nicchia, fin da subito ha dato la possibilità alle aziende più “sveglie” di organizzare e gestire facilmente le proprie offerte e continua a dare l’impressione di evolversi costantemente con nuovi aggiornamenti (per esempio l’acclamato “Radar”)

Questo quello che penso. Che ne dite? Apriamo il dibattito?