La “disputa” tra Facebook e Google per l’egemonia nel Web (e soprattutto nel Social Web) è uno degli argomenti di punta del blog. Per arricchire la discussione ho deciso di invitare Stefania Boleso, esperta professionista del settore marketing e comunicazione, a esprimere, in un articolo, la sua opinione sull’argomento. Ne è venuto fuori un ottimo guest post…

Rieccomi nuovamente, “markettara old school”, come mi sono definita altrove, a commentare i fatti della rete. Questa volta l’amo mi è stato gettato con questo post: http://www.paoloratto.com/2011/10/facebook-e-il-solco-lasciato-alle-spalle.html

Non mi stupisce che Facebook continui ad essere il social network più frequentato e che Google+ faccia fatica a decollare.

Provo a spiegarvi il perché dal mio modesto punto di vista di osservatrice (e frequentatrice) privilegiata del web 2.0, facendo un paragone con il cosiddetto “ciclo di vita del prodotto”.

Facebook è sicuramente nella fase di maturità: è da molto tempo sul mercato, con un numero di utenti elevatissimo. Tutti lo conoscono, ed avere un profilo su Facebook è ormai come avere un numero di cellulare.

C’è la figlia di una mia coppia di amici che ha 8 anni (anche se io non sono completamente d’accordo, ma questo è un altro discorso…) e la suocera di un altro mio amico che di anni ne ha 70.
Insomma, di tutto e di più.

Facebook nasce per ritrovare online le persone della tua vita, anche se in realtà capita che ti chiedano l’amicizia uomini e donne che non hai mai visto, con i quali magari decidi comunque di entrare in contatto e con i quali scopri poi di avere una grande affinità.

Ultimamente lo frequento poco, se non per partecipare alle discussioni che mi interessano nei gruppi dei quali faccio parte, e ogni volta che ci capito, noto un’evoluzione delle conversazioni…
In molti lo usano addirittura in sostituzione del cellulare, per chiedere all’amico come sta o semplicemente per avvisare i colleghi che arriverà in ritardo in ufficio.

Come tutti i prodotti in fase di maturità, occorre che l’azienda provveda a introdurre modifiche o aggiornamenti continui, così da mantenere vivo l’interesse degli utenti e non far finire il prodotto nella fase di declino. Mi sembra che Zuckerberg e soci si stiano attrezzando molto bene in tal senso (sono talmente tante le modifiche, che non ci sto più dietro…).

Nel mondo reale, se così vogliamo definirlo, quando un’azienda concorrente vuole lanciare un nuovo prodotto che porti via quote di mercato al leader, sa bene che deve riuscire a fornire un benefit differente rispetto a ciò che già esiste e soprattutto deve riuscire a comunicare questa differenza al consumatore finale.

Banalmente: se decido di entrare nel mercato degli ammorbidenti ed il benefit del mio prodotto è che oltre ad ammorbidire toglie gli odori, sarà questo il benefit su cui farò leva in tutta la mia campagna di comunicazione. Comunicazione destinata ai cosiddetti “pionieri”, persone attente alle novità, a cui piace adottare per primi un nuovo prodotto o un servizio. Il prodotto deve però poi davvero essere diverso e migliorativo rispetto al leader, altrimenti la maggioranza dei consumatori resterà con ciò che già conosce ed apprezza.

Google+ secondo me ha lavorato molto bene in termini di comunicazione sulla parte alta della piramide (gli heavy user del web), ha creato l’attesa, ha trasmesso un messaggio di esclusività con la formula ad inviti.
Poi però non è stato all’altezza delle aspettative. A molti, me compresa, è sembrato, e sembra tuttora, un contenitore vuoto, del quale ancora non riesco a cogliere la differenza rispetto a Facebook e che di sicuro non penso come sostituto a Twitter.

Mi manca il benefit unico, o comunque faccio davvero fatica a trovarlo.

E’ su questo che gli amici di Google dovrebbero lavorare… Ma forse l’hanno già capito.

L’articolo è stato scritto per “Il blog di Paolo Ratto” da Stefania Boleso, ex direttore marketing di Red Bull, attualmente consulente e docente in ambito marketing e comunicazione. Stefania scrive suSubvertising, magazine online di marketing non convenzionale ed ha unblog dedicato alle tematiche feminili e alle questioni di genere, anche in ambito pubblicitario.

fonte immagine in alto: matuk.com