Grazie al maestro G.B. Artieri scovo un articolo da far ribollire il sangue nelle vene. Decido di mantenermi calmo imitandomi ad un’unica brevissima riflessione:

mai nome fu più azzeccato per una visione che se fosse scritta su qualche altro giornale penserei si trattasse di satira…

E sono ignoranti a un livello tale che se lo meritano di essere precari, altrimenti sarebbero come i loro coetanei d’India, di Cina e di Corea che spadroneggiano nella tecnica e nelle invenzioni e non certo in Scienze delle comunicazione.

da “Fate parlare gli indignati e capirete la vera ragione per cui sono precari “ di P.Buttafuoco

E se qualcheduno pensasse che il sottoscritto sia un partigiano del corso di studi in Scienze della Comunicazione, lo invito a rileggersi quello che ho scritto qualche tempo fa sull’idiosincrasia del sottoscritto e dei suoi colleghi di studi nel trovare occupazione.

Però così si esagera.

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