Giornate caotiche per quanto riguarda il Social Web. Osservo con cura, immagino scenari e cerco di fornirvi qualche spunto di riflessione. L’obiettivo è quello di sbrogliare la complessa matassa (perchè magari eravate in vacanza mentre “qui” succedeva di tutto!)…

Ricapitoliamo…

Google, dopo averci provato in varie occasioni e con risultati non del tutto apprezzati (eufemismo!), riesce a tirar fuori dall’armadio la sua anima social. Il nemico è blu: si chiama Facebook. E quindi a Google pensano bene di proporre un progettino che, nella sua prima forma, appare costruito nella maniera (graficamente) più simile possbile al rivale, mantenendo lo stile pulito e pratico tanto caro agli abitanti del magico mondo di Mountain View. Non solo, a Google fanno di più: rivoluzionano quasi tutti servizi, compresi YouTube e Blogger, il tutto in pochi giorni. Allora non stavano dormendo!?!

E a sorpresa…

Il Web non gliele manda a dire come con i fratelloni più grandi Wave e Buzz (che se aguzzate la vista troverete vivi e vegeti inglobati dentro al nuovo progettino!) ed anzi sembra apprezzare lo sforzo googleiano. Il mio io interiore non intravede doti rivoluzionarie ma alla maggiorparte dei tester (dicono che a Google abbiano deciso di farlo testare solo da chi ha un grafo importante… Sicuri?!?) il progettino piace abbastanza. A pochi molto. A pochissimi poco.

A questo punto…

Zuckerberg, che in tanti forse credono più stupido di quello che effettivamente sia, non solo diventa l’utente più seguito dentro alle mura nemiche (avete mai sentito parlare del cavallo di Troia?!?) ma copiare per copiare (ave o convergenza!) prende spunto dalle vecchie e pompose maxi conferenze stampa di BigG (della serie “Il principe e il povero quando si scambiano”) e ne organizza una tutta per se in fretta e furia: e come previsto anche il gigante blu si rinnova: videoconferenza nuova di zecca e qualche spruzzata di novità minore qua e la.

Ma non finisce qui…

Mi faccio un giretto sulla ricerca in tempo reale di Google: “vediamo che si dice di tutto questo ambaradam nella social search?” La risposta è… 404! Ovvero pagina inesistente. “Sarà un problema tecnico” e invece qualcheduno più sveglio del sottoscritto comunica la fine dell’accordo tra Google e Twitter con l’uccellino azzurro che finisce in cantina, triste e (dico io) spaventato da quel imbroglione di Google che mentre ci assopiva ammazzandoci di Doodle alla panna e fragola stava preparando una delle più grosse rivoluzioni Web degli ultimi anni.

Domanda delle domande…

Riusciranno Page, Brin e compagnia a far fare a Facebook la stessa fine di Yahoo?