Pochi giorni fa ho tagliato uno “strano” traguardo: i 1000 followers su Twitter. E mi sono convinto che ciò meritasse almeno una riflessione (semiseria) da condividere con tutti voi che sopportate quotidianamente il mio opinare non richiesto su tutto ciò che è Social Web…

Sul popolare social network (e sul fatto che non sia forse più tanto appropriato chiamarlo così!) se ne sono dette di tutti i colori. Oramai l’uccellino che lo rappresenta “campeggia” felice sulla maggior parte dei siti internet e ultimamente non sembra disdegnare neppure le incursioni televisive.

Dal canto mio, posso dire che lo utilizzo molto, soprattutto per la condivisione e la ricerca di informazioni, post e link e per comunicare (nel vero senso della parola!) con quella ragnatela di contatti che da “digitali” diventano sempre più spesso reali e rappresentano una fonte inesaurbile di continuo confronto, dibattito e riflessione. Il tutto in quei 140 caratteri che sembrano pochi ma forse ci hanno costretto a rispolverare la curiosa arte della sintesi: un tweet… un concetto. Semplice.

Eppure Twitter non è semplice per niente. Si fa molta fatica, soprattutto all’inizio, a capirlo, ad utilizzarlo a renderlo utile. Poi si supera una certa soglia di consapevolezza e magicamente… voilà… un “come ho fatto a non capirlo prima!” folgora le menti.

E cominci ad usarlo freneticamente: eventi, corsi e seminari twittati in diretta, i propri contenuti commentati a centinaia di chilometri di distanza e così via diventi mago di tweet, retweet, mention e hashtag.

E un giorno arrivi a 1000 followers e ti dicono che, nel tuo piccolo, sei un “evangelist“… E tutto ciò ti fa sorridere perchè in fondo in fondo il petto un pò ti si gonfia ma ti ricordi anche di quando ti hanno detto che il numero di followers è una metrica quantitativa e che è la qualità che poi conta..

E poi scopri che la tua fidanzata illustratrice, che peraltro non ama particolarmente lo strumento (“non ci credo che leggi tutti gli articoli che segnali!“)  e che probabilmente un account su Twitter non se lo aprirà mai, ti ha fatto un disegno, una sorta di regalo, lo apri e…

back to reality!

p.s. siccome la mademoiselle è assai astuta (d’altronde il coltello dalla parte del manico ce l’hanno notoriamente Loro), sull’illustrazione ha messo anche le Creative Commons
Liberi tutti di condividere ed utilizzare!