Qualche giorno fa ho scritto un articolo sui cambiamenti effettuati in un anno da Facebook alle sue Page, gli spazi dedicati ai profili “commerciali” (concedetemi la parola, che vuole includere non solo le aziende, ma anche professionisti individuali), cuore pulsante di ogni strategia di (social media) marketing che si basa sul principe dei Social Network.

Il post mi ha permesso di sviluppare una serie di riflessioni, che voglio condividere con voi, sulla gestione dell’evoluzione di Facebook, e soprattutto sulle modalità con cui vengono introdotti i cambiamenti nella piattaforma.

I cambiamenti sono ormai all’ordine del giorno: frenesia e velocità sono le parole chiave.
Chi di voi utilizza Facebook, per scopo (anche) lavorativo lo può testimoniare. E’ veramente difficile “stare dietro” a tutti i cambiamenti che vengono introdotti nella piattaforma, soprattutto lato marketing. La frenesia, spesso confusionaria, con cui vengono introdotte (e magari eliminate) le modifiche, costringe ad un’affannata rincorsa alla formazione sullo strumento.


Facebook e le diverse fasi di gestione del cambiamento: dall’annuncio per il grande cambiamento, al “beta perpetuo”, a piccole evoluzioni seriali.
Ho notato (correggetemi se sbaglio!) tre diverse strategie del team di Facebook nell’introduzione dei cambiamenti. Soprattutto durante i primi anni (ma anche in occasione di profonde rivoluzioni, per esempio le nuove Page) hanno seguito la moda (alla Google diciamo) dell’evento dedicato, della presentazione con tutti i crismi della conferenza stampa tradizionale.
Ultimamente ho ravvisato altre due modalità:

  • il lancio diretto di un nuovo servizio, visibilmente da migliorare e con evidenti lacune (una sorta di “beta perpetuo”: è il caso per esempio del primo lancio di Places, imbarazzante agli occhi degli utenti e poco significante fino alla nascita di Deals!), “plasmato”  in seguito alle reazioni del “mercato”;
  • l’evoluzione di un servizio attraverso minime ma frequentissime variazioni non dichiarate esplicitamente e scoperte direttamente dagli utenti.

Stanno forse puntando alla “famigliarità”?
Questa tipologia di cambiamenti (soprattutto quelli dell’ultimo periodo) mi portano a pensare che Facebook, in precedenza molto criticato dagli utenti per i troppi colpi di scena improvvisi (celebre la serie di rivoluzioni grafiche dei profili personali), abbia “cambiato registro”.
Cerco di spiegarvi la mia opinione con una “situazione” della vita di tutti i giorni: pensate a quando non vedete un amico per lungo tempo, diciamo almeno un anno, e per caso lo incrociate per strada. Vi apparirà molto probabilmente cambiatissimo. D’altronde non avendolo visto così a lungo noterete con vigore tutto ciò che non coincide con il ricordo che avevata di lui. Ribaltiamo la situazione: pensate ora ad un amico che vedete tutti i giorni. Nonostante passi il tempo, e sicuramente il vostro amico continui a mutare nell’aspetto (parlo solo di aspetto esteriore!), a meno di cambi di look incredibili, non vi accorgerete di grandi evoluzioni. Se però vi fa vedere una foto dell’anno prima, di colpo vi renderete conto che effettivamente qualche cosa è successo…
Tutto questo per dire che, a mio parere, Facebook si evolve continuamente ma a poco a poco, giorno per giorno, con il probabile obiettivo di non far perdere all’utente la famigliarità ormai consolidata nei confronti dello strumento.

La widgetizzazione del Social Web è “fertile terreno” per questo tipo di gestione.
Date un’occhiata all’infografica, pubblicata da Jess3, che vi propongo di seguito, e vi renderete conto di quante “opzioni social” sono state introdotte in pochissimo tempo. Opzioni che peraltro sono entrate nella nostra quotidianità con una disarmante prepotenza (pensate al tasto Like che ha poco più di un anno di vita!)

Mi farebbe piacere sapere che cosa ne pensate di questo argomento? Condividete le mie riflessioni o vi appaiono errate? Siete convinti che il team di Zuckerberg stia gestendo bene l’evoluzione del suo strumento (soprattutto in chiave marketing) o trovate la strategia errata?

Discutiamone insieme…