Groupon è in un momento d’oro: sono moltissimi gli utenti che lo utilizzano, allettati dagli incredibili sconti che si possono ottenere e tante le aziende che hanno cercato di accaparrarselo (Google su tutte!).

Ma Groupon ha deciso di andare avanti da solo e “rinforzandosi” con nuove acquisizioni (appena comprato Whrll) ha definitvamente lanciato la sfida alle altre applicazioni mobile basate sulla geolocalizzazione, dando alla luce Groupon Now, la potenziale killer app del settore.

Ma come ha fatto Groupon ad affermarsi in una maniera così netta, in relativamente poco tempo, tanto da costruire un’enorme rete commerciale operativa ormai in mezzo mondo?

Il segreto risiede tutto in un modello di business che funziona.

Praticamente tutti ormai conoscono il funzionamento della piattaforma (sconti massicci, in un determinato giorno, in una determinata città, sbloccati al raggiungimento di un numero minimo di utenti coinvolti) ma non tutti sono al corrente delle dinamiche commerciali di Groupon.

Lo schema che vi propongo di seguito, tratto da un’ottima presentazione di Nick Demey, riassume con estrema semplicità il meccanismo.

Basta dare un’occhiata e si capisce che siamo di fronte ad un business model che garantisce (almeno apparentemente) vantaggi per tutti:

  • per le aziende, a cui viene garantito un numero minimo di nuovi clienti e una buona dose di pubblicità, senza aprire il portafogli;
  • per gli utenti che si trovano dinnanzi ad incredibili offerte (fino all’80-90 %), senza spostarsi dalle proprie città;
  • per Groupon stesso che si becca il 50% di servizio/prodotto in offerta, acquistato dagli utenti.

Ma che cosa c’è sotto? Perchè mi sono lasciato sfuggire quel “apparentemente”?

A mio parere, opinione peraltro piuttosto diffusa tra gli esperti, la bilancia dei “vantaggi” pende abbastanza a favore di Groupon. Diciamo che tutto il fenomeno “sconti online” ha finito per creare una buona base di utenti che si nutrono quotidianamente delle promozioni inviategli via mail, o via account “social” , ma solo una piccola parte di questi utenti ritorna poi nei luoghi in cui ha consumato l’offerta.

Insomma se si punta alla fidelizzazione… Forse meglio attivare altri canali.

Resta comunque il fatto innegabile che siamo dinnanzi ad un modello che non solo ha “sfondato” ma è stato oggetto di infinite duplicazioni tanto che oramai i siti di questo genere sono tantissimi.

Ora Groupon Now ha la ghiotta occasione di poter contare su tutta questa grande rete commerciale capillare già ampiamente rodata. E questo è un vantaggio non da poco, se si considera che i competitors latitano proprio dal punto di vista della “vendibilità”. La “genialata” è stata quella di creare il modello e successivamente applicarlo a nuovi segmenti (per esempio agli utenti mobile). Strategicamente impeccabili.

Che cosa ne pensate? Siete d’accordo con le mie riflessioni oppure aggiungereste qualcosa? Parliamone…