Ho notato che ultimamente sul Web ci si domanda spesso se la “geolocalizzazione sociale” non sia un fenomeno un pò sopravvalutato dagli esperti, una sorta di hype senza solide fondamenta.

L’impressione è quella che si parli molto delle Location-Based App ma che gli utenti effettivamente coinvolti da questo trend siano pochi. Già la famosa ricerca di Pew di fine 2010 aveva mostrato che solo il 4% della popolazione statunitense era solito geolocalizzarsi, e nelle ultime settimane sono state avanzate, anche in Italia, perplessità sulle effettiva efficacia di Foursquare e compagnia.

Un’infografica, pubblicata da Mashable, prova a far luce sulla questione, fornendo dati estremamente interessanti da analizzare…

Quasi 1 persona su 5, tra chi possiede un dispositivo portatile, utilizza le applicazioni sociali basate sulla geolocalizzazione. E le motivazioni di coloro i quali evitano i check-in, sono essenzialmente:

  • mancanza effettiva di uno smartphone (meno banale di quanto sembri!);
  • scarsa motivazione a geolocalizzarsi;
  • riserve legate alla privacy.

Molto interessante la distinzione che la ricerca propone riguardo al comportamento di chi già utilizza sistematicamente le social location apps (early adopters), chi è solleticato dall’idea di cominciare ad utilizzarle (mass consumers) e ciò di cui si discute online. Effettivamente emergono alcuni dati sintomatici di una visione distorta di ciò di cui si discute, rispetto a ciò che viene effettivamente utilizzato.

Fantomatico l’esempio di Facebook Places, che dalle nostre parti non decolla, ed in generale sul Web se ne parla poco, ma che 9 early adopters su 10 dichiarano di utilizzare e 1 consumatore su 2 è pronto a provare.

Diametralmente opposta appare la situazione di Foursquare, di cui si discute moltissimo, ma viene poco utilizzato (22% early adopters) e poco considerato in chiave futura (solo 6% tra i mass consumers).

A giovarsi della situazione il colosso Groupon che, in procinto di lanciare Groupon Now, da molti indicata come la killer app della geolocalizzazione social (e la ricerca lo confermerebbe), è molto utilizzato, suscita curiosità e se ne parla.

Perchè dico Groupon? Basta dare un’occhiata alle motivazioni che spingerebbero gli utenti a fare check-in o comuque ad alimentare il buzz intorno alle varie app: ciò che fa più gola è la possibilità di usufruire di offerte e sconti, e in questo Groupon è una (se non 2!) spanne sopra a tutti. Aspetterei a valutare lo spazio che l’accoppiata Places + Deals di Facebook saprà ritagliarsi (l’enorme base di utenti profilati, giocherà un ruolo favorevole, in questo senso).

Sembra invece poco motivante, soprattutto valutando un utilizzo continuativo dello strumento, la dinamica di gaming, a base di badge e mayorship, vero cavallo di bataglia di Foursquare.
In questo senso le possibilità sono, secondo la ricerca (mi sento di condividere a pieno), piuttosto legate al fornire all’utente un servizio di recensione sui luoghi in cui si trova (e Crowley, anche secondo le ultime dichiarazioni, punta dritto a quello).

Non dimentichiamoci che lo studio è effettuato sul e per il mercato statunitense, connotato da pecuiarità differenti dal nostro. Comunque credo si possano trarre precise indicazioni, degne di essere dibattute anche sui “nostri lidi”.

La mia sensazione è che in ambito promozioni e sconti Groupon (se la nuova piattaforma sociale avrà l’usabilità e l’accuratezza necessarie) sarà difficile da ostacolare e solo Facebook ha le potenzialità per inserirsi nel segmento.

Per dirla tutta, mi sorprende il fatto che Google, che ha appena lanciato Offers, e che vanta in questo ambito “attrezzi” del calibro di Latitude, HotPot e soprattutto le Mappe, non venga neppure considerato. Io lo terrei d’occhio…

Per Foursquare potrebbe mettersi male, da questo punto di vista, ma se saprà perfezionarsi in ambito raccomandazioni e recensioni, fino arrivare ad ergersi a “guida turistica social-mobile” (quello che peraltro sta facendo con successo nel mercato dell’Asia sud-orientale), può ritagliarsi uno spazio, una funzione e un modello di business di tutto rispetto. Per gli altri l’inserimento non può che essere in nicchie di utenti (e di settori) molto più specifiche.

Che ne dite? Siete d’accordo con la mia visione o prospettate un futuro diverso? Sono molto interessato alle vostre opinioni, quindi… dateci dentro (nei commenti, si intende!).