Il Social Web ha avuto l’indiscusso merito di presentarsi come l’ambiente ideale per l’aggregazione di community, prima “latenti”, basate su interessi comuni. Tali gruppi di utenti, grazie alla definizione di uno o più social object (l’oggetto del proprio interesse condiviso), hanno finalmente avuto la possibilità di affermarsi (nel senso sociologico del termine) e di trovare uno spazio definito (sebbene fluido) di condivisione dei propri interessi. Uno spazio contraddistinto da meccanismi tribali di inclusione, esclusione e partecipazione specifici.

Per comprendere meglio le dinamiche delle community online ho deciso di contattare ed intervistare Samantha Alborno, ideatrice e curatrice di LaboratorioVeg, un blog di ricette vegetariane e vegane, coadiuvato da un intero sistema di “social” presenze online e punto di incontro di una numerosa e attivissima community online.

Perchè “scendere in pista” online? Come, quando e perchè sei diventata blogger? 

E’ successo tutto molto rapidamente, quando sono diventata definitivamente vegetariana dopo qualche anno di riflessioni in merito. Ho iniziato a scrivere il mio blog quasi per gioco, per avere un luogo dove annotare le mie ricette e condividerle con altri vegetariani e vegani.

E’ vero che spesso si inizia “per gioco”, ma, una volta raggunta una certa consapevolezza dello strumento, quale è stato il tuo approccio al mondo della blogosfera?

Sono stata aiutata molto dai miei colleghi (lavoro in una Web Agency) che mi hanno dato alcune nozioni sopratutto sul posizionamento e così ho iniziato, dapprima con molta leggerezza, e poi con più consapevolezza.

Ed in che modo il blog è diventato parte di un progetto più ampio di Social Web?

Avevo voglia di confrontarmi con chi aveva le mie stesse idee e così ho creato la pagina di Facebook, che in seguito ho collegato al mio account Twitter. L’alimentazione è parte della vita sociale di ognuno di noi e spesso un sostegno è utile. Inoltre i contenuti si diffondevano molto rapidamente e il blog aveva sempre più visite. Mi sono subito resa conto che questo tipo di attività erano indispensabili.

Il tuo è un esempio lampante del fatto che il social web sia molto adatto alla creazione di community intorno ad un argomento di nicchia, come il “veganismo”. Che ne pensi?

Come dicevo, l’alimentazione è un fattore culturale e sociale: al cibo associamo simbologie, ricordi, emozioni ed è per questo che incontrare altre persone che hanno fatto questa scelta ci dà coraggio. Ci permette di comprendere che “la paura” dell’esclusione è infondata. Una community vegana nasce per darsi sostegno e anche per condividere la gioia di un’alimentazione Cruelty Free che spesso viene erroneamente vista come un qualcosa di limitato.

Come tu stessa hai ammesso, stiamo parlando di una community dai numeri importanti (ed in continua crescita), soprattutto nella pagin di Facebook. Tu che di ricette te ne intendi… Qual’è quella per utilizzare al meglio questo strumento?

Non so se c’è una vera e propria ricetta. Credo che ci siano però alcuni ingredienti fondamentali: la passione e l’amore per quello che si fa, la voglia di interagire e comunicare, la capacità di non essere giudicanti ma di proporre un’alternativa valida e positiva.

Sconfiniamo un pò… Credi che anche settori con meno potenziale a livello di contenuti possano comunque utilizzare in maniera proficua i Social Network?

Non saprei… L’unica cosa della quale sono sicura è che servano delle capacità. Non sarei mai stata in grado di raggiungere certi numeri se non fossi stata aiutata da colleghi capaci e non mi fossi “applicata” seriamente.

Facebook, Youtube, Twitter, Web Radio e Blog: una presenza online molto articolata. Come gestisci questi spazi? Uniformità e coerenza o peculiarità comunicativa in ognuno dei canali a disposizione?

Questa è una bella domanda. Questa mia presenza articolata è molto in linea con la mia persona, purtroppo. Sono un’entusiasta e ogni volta che ho un’idea cerco di metterla in pratica. Il “purtroppo” è riferito al poco tempo a disposizione. Vorrei registrare più video, creare più ricette e più puntate radio ma non è semplice. Credo di avere una comunicazione piuttosto coerente e uniforme e questo perchè amo quello che faccio. Non penso troppo, sperimento.

Dall’online all’offline è un trend del momento: anche tu stai facendo questo passaggio interessante, passando ad eventi “fisici”. Come pensi possa essere affrontato in maniera efficace questo passaggio? 

Non so bene cosa succederà a LaboratorioVeg, di sicuro continuerò a muovermi nel web per portare poi nel mondo “ficico” consulenze per ristoranti e locali, magari matrimoni e cucina a domicilio ma sopratutto corsi di cucina. Attualmente sto prendendo parte ad un progetto in cui curo la scelta di produttori biologici a Km 0. Vorrei anche scrivere un libro. Vedi…sono un’entusiasta, non mi fermerei mai!

Tutto quello che c’è da sapere sulle prossime iniziative di Samantha e del suo Laboratorio Veg (c’è il Vegan Fest 2011, con sorpresa radiofonica annessa, alle porte!) lo trovate qui…

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