Che mondo sarebbe stato senza l’invenzione di Blogger? E non mi riferisco alla categoria di persone che quotidianamente scrivono sui propri spazi personali internettiani, ma proprio a Blogger, la piattaforma di produzione dei contenuti che fino all’acquisto da parte di Google nel 2003, si chiamava Blogspot

Basta dare un’occhiata all’indirizzo di questa pagina (ma per i più esperti basta uno sguardo al template) per capire che vi trovate nel sito di un blogger, su Blogger

La piattaforma avrà anche i suoi difetti (tra i principiali la gestione globale dei tag e dei meta tag dei singoli post e la struttura delle intestazioni h1 e h2), e sicuramente rende più che necessaria una laboriosa atitvità di personalizzazione (che permette però, come nel mio caso, di compiere i primi passi nell’universo dell’html!), ma stiamo comunque parlando di uno dei primi 10 siti in assoluto del pianeta, che vanta oltre 400 milioni di lettori nell’ultimo anno…

E non sembra finita qui!

Nel giorno dell’annuncio, da parte di Big G, della nuova interfaccia, coadiuvato dalla pubblicazione di un video, mi sembrava doveroso rendere omaggio a una delle pietre miliari nella storia del blogging, un sito che ha contribuito in maniera evidente nella trasformazione degli utenti in produttori di contenuti e di informazioni, dinamiche essenziali per la venuta del tanto celebrato (e ormai già oltrepassato!) Web 2.0 .

Per quanto riguarda la mia storia personale da blogger (e su Blogger!), non posso far altro che confessarvi che la scelta cadde su di lui, un pò casualmente (come spesso avviene in queste cose) e, nonostante mi sembrasse poco professionale, decisi di andare avanti per un periodo di prova, per capire essenzialmente se fossi in grado di “tenere” un blog personale…

Quasi due anni e 270 articoli dopo, posso dire che il blog ha subito moltissime variazioni strutturali (da 2 a 3 colonne, 3 update dell’header, tantissimi widget differenti provati, oltre a decine di modifiche sul codice!) seguendo una sua evoluzione, pur mantenenendo lo stesso template di base. Devo ammettere (e non potrebbe essere altrimenti!) che ci sono affezionato e nonostante spesso mi chiedano che cosa mi impedisca di migrare a WordPress (considerato strumento più adatto e più facilmente personalizzabile)… sono ancora qui.

Tra i lati positivi, a mio parere, la predisposizione degli spider di Google a “captare” i blog costruiti con il loro servizo (più una sensazione che una certezza!) e soprattutto una massiccia community di utenti pronta ad aiutare a risolvere qualsiasi problema si incontri nel cammino. E praticamente ogni sorta di personalizzazione, con tanta volontà e una buona dose di pazienza è possibile.