Ieri vi stavo parlando di pertinenza come obiettivo primario dei motori di ricerca, per contrastare l’enorme quantità di contenuti e il conseguente overload informativo creatosi…

E proprio mentre ve lo stavo dicendo… (alla faccia del tempismo!) Google ha lanciato il suo nuovo pulsante social, il “+1″ di cui tutti oggi parlano…

Ecco il video di presentazione della nuova feature

 

… che Google presenta con le seguenti parole

Oggi facciamo un ulteriore passo avanti, offrendovi la possibilità di condividere i vostri contenuti preferiti con il mondo, proprio nei risultati di ricerca di Google. Si chiama +1 l’abbreviazione digitale che sta per “te lo consiglio”. Per suggerire qualcosa, tutto quello che dovete fare è cliccare sul tasto +1 su una pagina web o su un annuncio pubblicitario che ritenete utile. Questi +1 inizieranno ad apparire nei risultati di ricerca su google.com…

In molti lo definiscono il concorrente diretto del like facebookiano… Io spero proprio di no!

Purtroppo il pulsantino che (inutile negarlo!) ha irreversibilmente cambiato le nostre vite, non si può dire sia particolarmente devoto alla pertinenza.

Mi spiego meglio: soprattutto ora che Mr Zuckerberg ha, di fatto, equiparato “like” e “share“, ogni volta che si testimonia il piacere di aver letto, o visto o sentito qualcosa di interessante, il contenuto non solo viene marcato dalla nostra preferenza, ma viene direttamente “sparato” sulle bacheche dei nostri contatti. Il che come potete capire genera ulteriore ridondanza e va contro i principi della pertinenza (o rilevanza come la chiamano a Google).

Vero anche che l’idea (abbastanza dichiarata!) del “mi piace” di Facebook è quella di una mappatura dei gusti e degli interessi degli utenti, mentre Google (che con lo stesso metodo ha già costruito la rete di annunci pubblicitari più grande del web) ha la necessità di puntare ad un miglioramento delle penibili condizioni in cui versa attualmente la search, se non vuol rischiare una massiccia migrazione verso altri porti (intesi come servizi o come tecnologie!).

Per questo spero che il “+1″ sia davvero uno strumento che possa aiutare l’utente piuttosto che aumentare la confusione e generare la classica rincorsa al “chi ce n’ha di più”…

Magari sono speranze vane, ma se non si esprimono prima che lo strumento cominci “a fare danni”, non si esprimono più!

Che cosa ne pensate?

p.s. e se fosse tutto un pesce d’aprile;-)