Tante, tantissime, forse troppe… le parole, o per meglio dire i contentuti (non solo parole, ma anche video e foto!), che vengono creati e pubblicati ogni giorno sul Web.

E questa massiccia quantità di informazione solleva diversa problematiche

Una ricerca di Contently ha provato a definire precisamente i numeri dei contenuti online. Ed i risultati sono a dir poco incredibili. In rete vengono prodotti e condivisi, ogni giorni, la bellezza di:

  • 140 milioni di tweets;
  • 1 miliardo e mezzo di “pezzi” su Facebook (status, note, articoli, foto, commenti e video);
  • Oltre 1 milione e mezzo di post pubblicati nei blog;
  • 2 milioni di video caricati su YouTube;
  • 5 milioni di immagini aggiunte su Flickr;
  • 60.000 nuovi siti internet.

E tutto ciò, mi preme ribadirlo, in un solo giorno!

Una quantità esagerata di dati da indicizzare e rendere disponibile agli utenti, per i motori di ricerca.

Da questa riflessione, di per se piuttosto banale, potete capire le difficoltà attuali che stanno investendo proprio il settore della search (e quindi Google che ne occupa oltre il 90%!).

Problemi come l’ overload informativo (sovraccarico di informazioni) e la conseguente scarsa pertinenza dei risultati si fanno sempre più insormontabili. E la vita dei SEO (esperti nel posizionare i siti, per parole chiave, nei motori) si complica a dismisura!

Soluzioni? 

C’e chi dice Social Search. Chi invece Web Semantico. Io terrei gli occhi aperti in varie direzioni, anche se il connubio tra teconologie semantiche e Social Web, solletica la mia fantasia.

Il mio vuole essere uno stimolo per aprire il dibattivo, rivolgendomi sia ai più esperti che a coloro che comunque usano il Web (e di conseguenza i motori di ricerca) quotidianamente.

Che ne dite?