…En un lugar de la Mancha de cuyo nombre no quiero acordarme, no ha mucho tiempo que vivía un hidalgo…” questo l’incipit della più celebrata opera spagnola di tutti i tempi: Il Don Chisciotte di Miguel Cervantes…

Ora vi starete chiedendo (magari con faccia un pò stupita) che cosa c’entrino le picaresche avventure del celebre hidalgo con il Social Web. Effettivamente il collegamento non appare dei più scontati eppure…

E’ un pò di tempo che mi balena per la testa una riflessione che ho deciso, quest’oggi, di condividere con Voi. Si tratta di un pensiero sorto durante le mie “scorribande internazionali” su internet, figlio di una situazione che ho avvertito come molto legata alla blogosfera italiana, quella nicchia di esperti del Web 2.0 con cui quotidianamente ho il piacere di confrontarmi sui temi a me più cari.

Ho ravvisato quanto sia tipico dei nostri blog, dei nostri post, dei nostri account social, “ergersi a paladini” di questo o quello strumento e scagliarsi con forza contro “l’altro”, accusandolo (più o meno insistentemente) di essere il male, il fasullo, il nemico.
Come se quel medesimo strumento lo sentissimo come nostro di proprietà, orgogliosi di difenderlo, direttamenti coinvolti in una strana disputa.
Proprio come il buon Don Chisciotte che vedeva nei mulini a vento giganti dalle braccia rotanti, nei burattini dei demoni, e nelle greggi di pecore delle orde di eseciti nemici.

E invece i mulini erano mulini, i burattini solo burattini e le pecore… soltanto pecore.

Non ne siete convinti?

E allora pensate un attimo al primo Google così “bello, bravo e semplice” mentre tutti gli altri (i competitor nella search) erano “brutti, scarsi e incasinati” (e poi guardate ora, a distanza di 10 anni, come qualcosa sta cambiando!)…

Pensate a Twitter, tanto osannato per velocità, essenzialità, predisposizione all’informazione, mentre Facebook viene additato come il male assoluto per invasività, pomposità e ridondanza…

Pensate a Foursquare, nella “social” geolocalizzazione, considerato da chi mastica Web come il Davide da difendere a tutti i costi contro Places, il Golia pronto a fagocitarlo, facilitato dalla sua enorme stazza prevaricante…

Pensate a Diaspora, a Quora oppure a Instagram che non fanno in tempo a posizionarsi sul mercato e già sono circondati da un esercito di Don Chisciotte pronti a caricarsi in spalla la loro sagoma e difenderli, a spada tratta, contro tutto e tutti.

E sia chiaro che ho volutamente parlare di strumenti che io stesso utilizzo nella mia vita quotidiana personale e professionale e che reputo possano spesso migliorarne la qualità.

Eppure, secondo me, non esistono in questo settore il bene e il male assoluto. Twitter non è meglio di Facebook, come Facebook non è meglio di Twitter… (e la stessa cosa vale per Foursquare e Places… e tanti altri potrebbero essere gli esempi).

Facebook è semplicemente Facebook… Twitter è solamente Twitter.

Uno strumento è, e rimane, uno strumento… Indovinate un pò chi fa la differenza…?

Chi quello strumento lo utilizza (per fini personali o professionali poco importa!).

Pertanto (e lo dico in primis a me stesso!) giù la maschera da Don Chisciotte e su quella ben più difficile da divulgatori e volgarizzatori del canale internettiano.

Di quello c’è bisogno. Di cultura, di formazione, di comprensione nei confronti di una serie di strumenti che sono entrati in maniera molto (forse troppo) prepotente nelle nostre vite.

E che nessuno si offenda. La mia è solo una piccola riflessione.

fonte immagine|flickr.com