In ambito Web, sentiamo sempre più spesso parlare di grafi, soprattutto quando si parla di network sociali e delle connessioni tra i nodi che compongono tali reti.

Ma che cosa sono e come vengono utilizzati all’interno del Social Web, tutti questi grafi?

Wikipedia alla voce grafo riporta…

I grafi sono strutture matematiche discrete che rivestono interesse sia per la matematica che per un’ampia gamma di campi applicativi. In ambito matematico il loro studio, la teoria dei grafi, costituisce un’importante parte della combinatoria (…). I grafi si incontrano in vari capitoli dell’informatica(ad esempio per schematizzare programmi, circuiti, reti di computer, mappe di siti). Essi inoltre sono alla base di modelli di sistemi e processi studiati nell’ingegneria, nella chimica, nella biologia molecolare, nella ricerca operativa, nella organizzazione aziendale, nella geografia (sistemi fluviali, reti stradali, trasporti), nella linguistica strutturale, nella storia (alberi genealogici, filologia dei testi).

Il termine grafo, o piuttosto la sua traduzione inglese graph, è divenuto popolare, nel nostro settore, quando, da aprile 2010, Facebook ha lanciato l’Open Graph, studiato per collegare al Social Network tutte le pagine esterne (potenzialmente tutto ciò che c’è sul Web) e per trasformarle, a tutti gli effetti, in Facebook Page.

L’Open Graph rappresenta il gioiello di casa Zuckerberg dalle mille potenzialità business. La dettagliata profilazione degli utenti, arricchita da dati strutturati anche a livello semantico (me ne sto occupando in un progetto collaborativo sul Social Semantic Web di cui vi parlerò nei prossimi giorni) lo rende uno strumento potentissimo di marketing.

E’ importante che gli utenti comincino a percepire l’importanza delle proprie connessioni (oltre che dei propri dati). Ci sono alcuni strumenti attraverso i quali si può arrivare a  ricavare il grafo delle proprie relazioni sociali, intessute all’interno di Facebook, Twitter e LinkedIn.

Per Facebook si può utilizzare questa applicazione, direttamente dal proprio profilo (attenzione alla cessione dei dati!). Ecco uno screenshot

Per Twitter, questo è lo strumento e questo è il risultato…

Non poteva mancare anche una mappa delle connessioni professionali. Direttamente dai laboratori di LinkedIn, ecco InMaps e questo è ciò che otterrete…

Si tratta di 3 semplici applicazioni che oltre a dare una grafica accattivante allo spettro delle nostre relazioni sociali, ci permettono di riflettere anche sull’utilizzo quotidiano dei Social Media e su quello che è un mondo ormai intasato di connessioni tra entità individuali, aziendali, eventi e prodotti/servizi.

La parola d’ordine, a mio parere, deve essere consapevolezza.

Che cosa ne pensate? Discutiamone insieme!