Il fenomeno Wikileaks è sulla bocca di tutti. Assange e le sue rivelazioni segrete stanno facendo discutere tutto il mondo, tutte le classi sociali, dai salotti del potere ai bar sotto casa. C’è chi lo giudica un terrorista, alla stregua del Bin Laden di turno, chi intravede in lui una figura alla “V” (del film V per Vendetta) in grado di rivoluzionare (in bene) la situazione e mostrare al mondo la verità, all’insegna di un nuovo illuminismo

Premetto che non ho ancora un’opinione definitiva nè in un senso nè nell’altro, e non sono neanche convinto che la soluzione al quesito sia così estrema. Mi sto informando e sto cercando di andare oltre le spiegazioni semplicistiche della stampa tradizionale.

Ciò che però non posso non notare è che siamo di fronte ad un fatto di portata decisamente storica. E’ la prima volta che la Rete si “erge” a giudice di chi comanda. E’ la prima volta che i poteri del mondo si dimostrano inermi, spaventati, quasi indifesi, dinnanzi a qualche cosa che gli sfugge, che non comprendono, che li mette in forte soggezione.

L’esempio nostrano che mi sembra calzi a pennello per spiegare questo stato d’animo è la reazione di Frattini (nostro ministro degli esteri) prima e dopo la pubblicazione dei documenti. Ebbene il buon ministro si trasforma in una goffa macchietta, un personaggio tragicomico, totalmente impanicato e in balia di qualche cosa che non riesce a spiegarsi. Boffonchia, in seria difficoltà, frasi a caso (“sono un attacco gravissimo, una sorta di tentativo di un 11 settembre che colpisca non la vita, ma il cuore delle relazioni diplomatiche mondiali“) e da l’idea di essere in confusione. Immagino non sia l’unico…

Un altro fattore su cui vorrei soffermarmi è la modalità di diffusione dei contenuti. Wikileaks ha reso tutto disponibile, facilmente, senza particolari conoscenze. Ma la stragrande maggioranza della popolazione mondiale è troppo abituata a ricevere in pasto informazioni continuamente mediate, rimpastate, riassunte, rese digeribili, dalla stampa tradizionale. Proprio la medesima stampa che (se diamo adito alla visione neoilluministica) ha “camuffato”, fino ad oggi, la verità. Ed è li una contraddizione di fondo che sta rendendo più debole il fenomeno Cablegate, trasformandolo in una “accozzaglia” di gossip e notiziole da “pomeriggio di Rete4″. Quando invece ci sono delle cose molto ma molto gravi e importanti (mi riferisco, per esempio, alla situazione mediorientale, davvero incredibile).

Ciò che, dall’alto della mia ignoranza, mi sento di consigliare a tutti è comunque di informarsi in maniera indipendente, di scorrere i documenti in autonomia, di parlarne, di condividere le opinioni, di mantenere accesa la fiaccola della discussione. Non so dove andremo a finire, ma credo valga la pena non spegnare i riflettori sul fenomeno.

Chiudo riportando il pensiero di un amico, che mi ha fatto molto riflettere…

Wikileaks è una delle prove evidenti che internet è l’ultima frontiera contro la lotta ai titani.
Se un giorno la terra conoscerà la pace sarà solo grazie alla grande libertà d’informazione che la rete può offrire (…).

Da migliaia di anni gli uomini sono schiavi delle potenze commerciali e nel nome dell’ignoranza siamo pilotati da burattini è tempo che la gente sappia.. è tempo che i popoli inizino davvero a parlare tra di loro di consapevolezza e convivenza.

Il fatto che wikileaks faccia vedere lo sporco della civiltà dimostra chiaramente che i Re hanno finito di nascondere le cose.

Internet è la chiave di un nuovo illuminismo!

C’è chi ha parlato del fenomeno, prima di me, e con tanta cognizione di causa. Vi consiglio pertanto di leggere questi articoli: