Oggi ho pubblicato un post per gli amici di Camminando Scalzi, ottima blog-zine che ha in questi giorni compiuto 1 anno, sui legami tra il Web, il Marketing e l’inquinamento.

Questo tema è salito alla ribalta soprattutto dopo la querelle mediatica tra Facebook e Greenpeace.

Riporto alcuni passi del post:

La celebre associazione, che da sempre difende l’ecologia planetaria, ha accusato il gigante blu di inquinare a dismisura a causa del suo nuovo data center in Oregon, alimentato a carbone. Greenpeace ha avviato una serie di iniziative tra cui una richiesta di adottare una politica ambientale più rispettosa, controfirmata da 500.000 utenti di Facebook, una lettera scritta dal direttore esecutivo Naidoo indirizzata direttamente a Facebook e un video che ha rapidamente fatto il giro della Rete.

Siamo d’innanzi ad un nuovo tipo di inquinamento: una scia di dati (spesso inutili) che lasciamo alle nostre spalle, alimentata da non poca energia elettrica. Ogni volta che visitiamo un sito, mandiamo una e-mail o facciamo qualsiasi altra cosa in rete, mettiamo in moto dischi, testine, impulsi che viaggiano da una parte all’altra del globo e che vengono inviati, smistati e ricevuti. Quindi nonostante i computer non utilizzino fonti di energia altamente inquinanti come per esempio la benzina, non possiamo parlare di tecnologie a leggero impatto ambientale.

Ecco il video che ha suscitato tanto scalpore

Vi invito a leggere integralmente l’articolo che riporta dati interessanti sull’inquinamento prodotto dall’email marketing, dalla search e dal cloud computing.

Sapevate, per esempio, che il settore dell’ICT inquina quanto il settore aeronautico?

Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensate…