Ieri, dopo mille supposizioni (e qualche esagerazione!), la blogosfera italiana è stata messa al corrente dei numeri effettivi di Twitter, grazie ad un commento di Salvo Mizzi (Responsabile in Telecom Italia di Internet Media e Digital Communication) ad un post di Mantellini…

Riporto il contenuto del commento:

1) Registered Users in Italy (number) ~1.3M

2) Active Users in Italy (%) ~350K on a trailing 30 day basis (counted by login to Twitter or API, not including SMS use)

3) Demographics Italian subscribers (gender, age split %) We don’t capture these statistics

4) Italian unique visitors (month) ~7.8M to Twitter.com

5) Italian Twitter Users growth (last 12 months) We’ve seen a 30% increase in signups over the last 30 days with a total of ~100K in that trailing 30 day period. We don’t have statistics for a full year on this.

6) Daily tweets from Italian subscribers ~350K tweets/day

Certo che il paragone con Facebook è davvero piuttosto difficile. Si parla, secondo Vincos, di quasi 17 milioni di utenti registrati contro poco più di un milione. Eppure Twitter (ancora di più nel suo nuovo formato) sembra davvero in grado di consolidare notevolmente i propri numeri, anche se probabilmente non è adatto a diventare un canale sociale per la massa.

Ciò che mi preme sottolineare è l’utilizzo differente del social network. Per mia esperienza personale (ultimamente uso più Twitter che Facebook) lo considero molto adatto…

  • come aggregatore di notizie;
  • per stabilire relazioni professionali;
  • per seguire un flusso di informazioni, provenienti, per esempio, dalla diretta di un evento;
  • come un importante strumento di CRM (relazione con i clienti). 

D’altronde, anche secondo le statistiche la relazione che si crea con “chi segue” attraverso Twitter è qualitativamente più “importante” rispetto a quella che si ha con i seguaci, tramite Facebook.

Interessantissima in merito l’opinione di Gianluca Diegoli, che dalle pagine del suo blog, esprime delle considerazioni molto pertinenti su questi dati:

(…)Il numero migliore è quello giusto, non quello massimo, nel web sociale. Per chi viene dall’advertising, vendere e comprare numeri è più facile, ma non è l’approccio corretto a medio termine. (…)potrebbe essere che 300.000 utenti abbiano un’influenza più elevata di 3.000.000 utenti di Facebook, dipende da dove si misura: detto in una frase, gli utenti di Facebook si contano, quelli di Twitter si pesano. Più che contarli a livello nazionale, dobbiamo cominciare a pesarne l’influenza e l’utilità sulla singola reputazione di persone e aziende, nei singoli settori, nelle singole aree informative partendo non dal numero totale, ma dal peso specifico di chi partecipa alla conversazione e da lì risalire. Potremmo anche scoprire che in molti settori davvero Twitter non conta nulla. Ma ce ne faremo una ragione.

Dunque sebbene gli utenti su Twitter non siano tanti, si può dire, in un certo senso, che siano pesanti?!?

Che cosa ne pensate?