In questi giorni, nella categoria “internet e tecnologia” dei maggiori portali d’informazione e in quasi tutti i blog dei guru del Web si è acceso un forte dibattito sulla neutralità della rete, la cosiddetta “net neutrality”.

Tutto ciò è venuto fuori dopo gli accordi sul “mobile” stipulati da Google, da sempre garante della neutralità, con Verizon (grosso gruppo fornitore di banda larga negli USA) che hanno messo in qualche modo in dubbio proprio questa fondamentale caratteristica di Internet.

Per meglio spiegare la cosa partiamo dalla definizione Wikipediana di Net Neutrality, ossia:

un’espressione che fa riferimento ad un principio di design/uso applicato alle reti residenziali a banda larga che forniscono accesso ad Internet, servizi telefonici e trasmissioni televisive. La definizione esatta varia ma viene ritenuta “neutrale” dalla maggior parte dei sostenitori di questo principio una rete a banda larga che sia priva di restrizioni arbitrarie sui dispositivi connessi e sul modo in cui essi operano. Si può argomentare che praticamente nessuna rete è completamente neutrale, per cui la neutralità rappresenta una condizione ideale verso la quale gli operatori e le reti possono tendere.

In estrema sintesi, la neutralità della rete prevede che tutti i contenuti presenti su Internet siano accessibili dagli utenti senza particolari restrizioni o privilegi da parte di chi gestisce le reti e le connessioni. Per privilegi si potrebbe intendere, gli interessi degli operatori che mirano a tariffe e piani differenziati per aumentare i loro introiti.

Ora questa condizione che sembra (fino ad oggi!) mantenersi per l’internet a banda larga, viene messa in discussione per l’internet attraverso dispositivi mobili. Molto difficile capire quali potrebbero essere i risvolti.

Mi limito a proporvi le opinioni di qualcheduno che, nella blogosfera italiana, ne sa sicuramente più del sottoscritto. Se volete approfondire vi consiglio di “spulciare” attentamente i loro blog.

Massimo Mantellini grida allo scandalo:

Senza troppi giri di parole a Google si dovrebbero vergognare.

Luca de Biase si chiede il perchè del diverso trattamento dei “due internet”, cioè perchè fisso e mobile dovrebbero essere trattati  in maniera diversa:

E’ chiaro che finora i provider delle reti senza fili hanno fatto più o meno quello che hanno voluto con la questione della neutralità della rete mobile. Ma non è chiaro perché, nello stabilire dei principi, si dovrebbe ammettere che potranno continuare a fare quello che vogliono per sempre. (…) O si vuole dire che wimax e wifi pubblica sono definitivamente condannate? O si vuole dire che l’internet mobile è il territorio nel quale le grandi compagnie possono giocare tutte le loro carte nel controllo dell’innovazione? Insomma, questa distinzione può valere come descrizione della realtà, ma a livello di affermazione di principio non mi sembra che regga.

Massimo Cavazzini va ancora oltre:

(…)a me sembra un segnale fortissimo da parte di Google. La società di Mountain View sta pensando ad una propria rete mobile? Sta preparando il terreno per il futuro? A guidicare dalle posizione prese sulla neutralità, potrebbe non essere un’ipotesi così remota…

Molto interessante a proposito anche l’articolo di oggi del Post che prova ad analizzare i motivi di questa “scelta”:

Secondo diversi osservatori, Google avrebbe cambiato idea negli ultimi tempi dopo aver valutato la progressiva espansione delle proprie attività nella telefonia mobile, ambito che stando alla proposta ritiene debba essere trattato diversamente dalle connessioni via cavo. Oltre a offrire un’ampia serie di servizi per i telefoni cellulari, Google sviluppa e distribuisce per gli smartphone il sistema operativo Android, che richiede una buona disponibilità di banda per scaricare le applicazioni, visualizzare le mappe o i video di YouTube. Se il motore di ricerca potesse godere di un canale preferenziale offerto dall’operatore, potrebbe offrire i propri servizi con maggiore rapidità agli utenti traendone numerosi vantaggi, anche sulla concorrenza.

Il dibattito mi sembra di estrema attualità e importanza, anche se sicuramente non facile da comprendere, soprattutto se rapportato alle possibili evoluzioni future del Web. L’importante, a mio avviso, resta monitorare la situazione, rendendosi conto di cosa sta accadendo nelle “alte sfere”. Ormai Internet è entrato profondamente a far parte delle nostre vite. Quindi, attenzione…!